NewNotizie.it - ESCLUSIVA Sen. Rauti (FdI): "Il vandalismo alla sede di Treviglio? Solo violenza, fa paura la forza delle nostre idee. Ius soli? La cittadinanza non si regala"


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Intervista alla Senatrice Rauti di ‘Fratelli d’Italia’

Buonasera Senatrice Rauti, la ringraziamo per essere qui con noi. Cosa rappresentano gli atti vandalici e le scritte offensive nella sede di ‘Fratelli d’Italia’ di Treviglio? Qual è il messaggio che vuole dare ai responsabili?
Rappresentano solo violenza, provocazione ed intimidazione e nascono dall’intolleranza e la mancanza di rispetto verso il pensiero altrui. Non c’è nulla di democratico, infatti, negli atti vandalici inflitti da ignoti sulle saracinesche del circolo ‘FdI’ di Treviglio (di imminente apertura) intitolato a mio padre Pino Rauti, né nel minaccioso presidio antifascista che è stato organizzato nel tipico e vecchio stile ANPI.  E nel ringraziare le responsabili e animatrici del circolo ‘FdI’ (Valentina Tugnoli e Lorena Colombo) devo sottolineare che ritengo quanto accaduto molto penoso, soprattutto se gli artefici sono coloro che si ergono a paladini della pace e del rispetto. Evidentemente a far paura è la forza delle nostre idee, mentre chi scrive parole d’odio è stato sconfitto ieri dalla storia ed oggi dalla perdita di consenso elettorale.

La Sen. Rauti di ‘Fratelli d’Italia’ analizza il tema dello ius soli

Il vostro movimento si è distinto recentemente con la raccolta firma contro lo ius soli: ci dia un suo commento a questo proposito…
Riteniamo che la cittadinanza non si regali. La cittadinanza deve essere sempre richiesta, meritata e celebrata. Deve far parte di un percorso di condivisione di valori, di tradizioni e di identità, tutto il contrario dell’automatismo che la Sinistra, con lo ius soli, attiverebbe. Infatti, si prevede di dimezzare il requisito (da 10 a 5 anni) degli anni di residenza in Italia e si allude ad un imprecisato ciclo formativo didattico. Troppo poco. Inoltre si bara, ammantando il boldriniano ius soli (sfuggito per un pelo ai governi Renzi e Gentiloni nella precedente legislatura) con la definizione di ius culturae, che potrebbe diventare una specie di sanatoria per i tanti irregolari e clandestini presenti in Italia.

Simone Ciloni

[Fonte: www.newnotizie.it]




Giornale di Treviglio.it - Nuova sede Fratelli d’Italia Treviglio, dopo gli insulti tensioni e contro-manifestazione


Dopo le scritte ingiuriose di ieri, il presidio antifascista davanti alla nuova sede del partito.

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Tensione questa sera, martedì 8 ottobre,  a Treviglio in via Anita Scotti, davanti alla nuova sede di Fratelli d’Italia. Dopo le scritte con insulti comparse ieri notte sulle saracinesche della sezione, intitolata a Pino Rauti,  stasera un gruppo di manifestanti antifascisti ha organizzato un piccolo presidio di fronte allo stabile, mentre all’interno si svolgeva una raccolta firme contro lo ius soli.  Sul posto anche diversi agenti di Polizia e dell’Arma.

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La raccolta firme  e la contro-manifestazione
Stasera la nuova sede di Fratelli d’Italia Treviglio apriva per una raccolta firme contro lo ius soli e per organizzare la ripulitura delle saracinesche dopo il raid di ieri. Un’iniziativa che anticipa di qualche settimana la vera e propria inaugurazione dei locali, prevista per novembre. All’appuntamento si sono presentati però anche una ventina di contestatori che schierati nello slargo tra via Scotti e viale Ortigara hanno intonato cori e sfottò all’indirizzo dei presenti. I manifestanti hanno anche distribuito due volantini: uno a firma dell’Anpi, in cui accusa l’Amministrazione comunale di aver “autorizzato l’apertura” del circolo legato al “fascismo trevigliese” che “si raggruppa dietro il partito della camerata Giorgia Meloni”, scrivono. In un altro testo, invece, parlano di “speculatori immobiliari” impegnati nella guerra contro gli immigrati.

La solidarietà dopo il vandalismo
Ospiti del circolo trevigliese, stasera, c’erano anche alcuni ragazzi di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di FdI. Sono state diverse, oggi, le dichiarazioni pubbliche di solidarietà nei confronti di FdI dopo l’atto vandalico. Tra queste anche le parole di Erik Molteni, esponente, consigliere comunale ed ex segretario del Pd cittadino.
La manifestazione e la contro-manifestazione si sono svolte finora  con relativa calma, sotto gli occhi incuriositi di tanti trevigliesi che si affacciano alle finestre della zona. Sul posto un importante dispiegamento di Forze dell’ordine, per evitare che i toni degenerino.

[Fonte: giornaleditreviglio.it]




BergamoNews.it - Treviglio, vandali alla sede di Fratelli d’Italia, ancora non inaugurata


Scritte offensive sulle saracinesche

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“La sede di Fratelli d’Italia di Treviglio è stata vandalizzata nella notte tra lunedì e martedì notte con scritte pesantemente offensive. Sulle saracinesche si può leggere ‘Siete solo altra m… da pulire’ o ‘io sopra al fascio ci…’ – annuncia Franco Lucente, presidente gruppo consiliare Fratelli d’Italia -. Lo spazio intitolato a Pino Rauti e destinato ai nostri sostenitori deve ancora essere inaugurato e già non mancano le intimidazioni. Proprio ai nostri militanti esprimo tutta la mia vicinanza e supporto”.

Si tratta, porsegue “di un’azione gravissima e che deve essere condannata da tutte le forze politiche. Abbiamo appreso la notizia da Paolo Melli e Valentina Tugnoli, nostri militanti sul territorio bergamasco e le foto non lasciano dubbi sugli autori del gesto incivile. La sinistra è da sempre famosa per fare del vittimismo una delle proprie armi, ma i loro sostenitori non mancano mai di dare prova del disprezzo che provano nei confronti dei propri avversari anche attraverso gesti del genere. Possono utilizzare fantocci impiccati, mostrare cartelli con minacce di morte, vandalizzare le nostre sedi, ma non comprendono che tali comportamenti non possono che confermare il nostro essere dalla parte giusta, dalla parte della politica civilizzata e il mio orgoglio di appartenenza a questo partito”.

[Fonte: www.bergamonews.it]




affaritaliani.it - Treviglio, vandalizzata sede di Fratelli d'Italia


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Vandalizzata la sede di Fratelli d’Italia a Treviglio. Franco Lucente: “Azione gravissima e da condannare”

“La sede di Fratelli d’Italia di Treviglio, in provincia di Bergamo è stata vandalizzata questa notte con scritte pesantemente offensive. Sulle saracinesche si può leggere ‘Siete solo altra m… da pulire’ o ‘io sopra al fascio ci…’. Lo spazio intitolato a Pino Rauti e destinato ai nostri sostenitori deve ancora essere inaugurato e già non mancano le intimidazioni. Proprio ai nostri militanti esprimo tutta la mia vicinanza e supporto”: lo riferisce Franco Lucente, Presidente Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia

Prosegue la nota: “Si tratta di un’azione gravissima e che deve essere condannata da tutte le forze politiche. Abbiamo appreso la notizia da Paolo Melli e Valentina Tugnoli, nostri militanti sul territorio bergamasco e le foto non lasciano dubbi sugli autori del gesto incivile. La sinistra è da sempre famosa per fare del vittimismo una delle proprie armi, ma i loro sostenitori non mancano mai di dare prova del disprezzo che provano nei confronti dei propri avversari anche attraverso gesti del genere. Possono utilizzare fantocci impiccati, mostrare cartelli con minacce di morte, vandalizzare le nostre sedi, ma non comprendono che tali comportamenti non possono che confermare il nostro essere dalla parte giusta, dalla parte della politica civilizzata e il mio orgoglio di appartenenza a questo partito”.

[Fonte: www.affaritaliani.it]

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Pubblichiamo le parole dell’ANPI che vorrebbe riportarci negli anni di Piombo.
Non ci riuscirà!
Le nostre idee fanno paura perché “muovono il mondo”, mentre loro sono avvizziti e sconfitti dalla storia. Ieri e oggi.

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Giovani a Destra.it - Le nuove sfide per la destra tra passato e futuro, intervista a Isabella Rauti


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Ultimamente si parla del fatto che in questo periodo storico con l’ascesa dei sovranismi si vede scalfita una certa visione del mondo cosmopolita, che rinnega l’idea di un attaccamento all’identità nazionale e alle proprie radici. Secondo lei quali sono le prospettive e l’approccio da tenere per affrontare queste nuove questioni, ma allo stesso tempo vecchie questioni, alla luce sia del processo di integrazione europea sia della globalizzazione?
Non dobbiamo mai rassegnarci alla globalizzazione anche se è un fenomeno irreversibile, ma da governare come nel mondo della destra sociale discutiamo da anni. Il concetto cardine è quello appunto di governare la globalizzazione e salvare le identità dal “rullo compressore”. La globalizzazione ha ampiamente dimostrato al mondo tutti i suoi guasti, le sue contraddizioni, i suoi difetti, e la sua potenza nichilista. Per questo sono convinta che ci sarà, non solo per la nostra opera intellettuale e politica e per il nostro impegno, ma anche come noto spontaneo e delle coscienze un ritorno della centralità del concetto di identità nazionale, ma anche di identità locali, le cosiddette piccole patrie, ed una affermazione del sentimento e dell’idea – concetto di sovranità nazionale. Penso che la strada che stiamo percorrendo dal punto di vista intellettuale e politico sia quella giusta e sia un percorso destinata ad aumentare intorno a noi il consenso popolare, una sorta di forza e di reazione proveniente “dal basso” contro le oligarchie dominanti e contro il pensiero unico. Perché il concetto delle radici e delle identità, della sovranità nazionale e dei valori più profondi, è qualcosa di cui si sente un bisogno diffuso! Affermare con forza il valore dell’identità nazionale e della sovranità si può e si deve fare anche e soprattutto nei contesti europei e internazionali. Secondo una concezione europea di confederazione di Stati liberi e sovrani e senza sudditanza. Noi non siamo antieuropeisti, non lo siamo mai stati, ma non ci piace questa Europa così come è stata realizzata e come è gestita e vorremmo cambiarla.

Il tema dell’identità è emerso prepotentemente con la crisi migratoria e il tema dell’integrazione, che opinione si è fatta?
Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, abbiamo subito per anni ondate migratorie senza regole e senza controllo dei flussi, secondo un’ipocrita politica buonista di apertura indiscriminata e di un’accoglienza senza criteri. E’evidente che l’assenza di gestione del fenomeno, aggravata dalla latitanza dell’Europa sulla questione e dalla nostra posizione e conformazione geografica, ha reso l’Italia meta privilegiata delle migrazioni con numeri spaventosi e quello che si va profilando è una sorta di “invasione” con il rischio di un’islamizzazione del continente europeo e dell’Italia. Questo scenario lo spiegano anche i numeri della demografia: in Europa crolla la fecondità e diminuisce il numero medio di figli per coppia mentre il sud del mondo vive un’esplosione demografica, e non mancano anche le statistiche di demografia religiosa a tracciare questo scenario di islamizzazione del vecchio continente e del nostro Paese. Siamo contrari alle ondate migratorie incontrollate e all’immigrazione clandestina ed a coloro che non rispettano le regole del Paese in cui arrivano. Credo sia giusto, quindi, che il nostro mondo politico e culturale si batta per difendere l’identità italiana da ogni tipo di minaccia ed aggressione, identità che è al tempo stesso culturale, linguistica, religiosa e nazionale.

Vi è lo stereotipo, per quanto riguarda la militanza femminile, per la quale il militante di destra è esclusivamente un uomo, per ragioni legate a un presunto maschilismo e sessismo “connaturato” all’area della destra, per cui non vi è una vera militanza femminile di destra. Lei cosa può dirci della sua esperienza?
Lo stereotipo descritto è la classica “fake news” ed è stato un luogo comune che ci ha perseguitato per anni, benchè sia totalmente infondato. Ed io stessa che mi sono sempre occupata di politica femminile, o come dicevamo inizialmente al femminile, poi definita di pari opportunità e comunque di temi dedicati alle donne, ho sempre dovuto spiegare all’esterno del partito che questo stereotipo, questo pregiudizio era infondato. Infatti, il nostro è sempre stato ambiente militante, soprattutto quello giovanile che ho frequentato egli anni “70 ed “80, in cui non esisteva il problema della “discriminazione femminile” e della retorica dell’angelo del ciclostile; c’erano altre emergenze e priorità, eravamo una minoranza ghettizzata, minacciata, e la componente femminile ha sempre condiviso la militanza allo stesso modo di quella maschile. Certo, talvolta in modo meno muscolare, ma concettualmente non ha mai avuto spazio l’emarginazione femminile. E questo vale in parte anche per l’apparato di partito: Il MSI ha sempre avuto un dipartimento per le politiche femminili dimostrando quindi una certa lungimiranza e sensibilità, pur se quel dipartimento aveva a mio avviso una impostazione che allora consideravo conservatrice mentre si affermavano le nuove sfide lanciate dalla modernità e che richiedevano un’altra politica per le donne. Ma ci siamo attrezzate per competere e rispondere; in particolare lo facemmo – ricordo – con la cosiddetta area rautiana che riuscì a percepire questa esigenza di dare risposte e di elaborare una politica sulle “questioni femminili” come dimostra anche l’esperimento del gruppo “Eowyn” – come l’ eroina del signore degli anelli – e del suo ciclostilato femminile, sottotitolo alternative femminili; eravamo un gruppetto dai 14 ai 28 anni e avevamo anche una rubrica fissa radiofonica a radio alternativa, e riuscivamo a confrontarci ed a sfidare il femminismo allora egemone. Infatti, ci furono molti dibattiti che ci hanno viste impegnate ed invitate, ed era molto difficile affermare, ma ci riuscimmo, che si poteva fare politica femminile senza essere femministe e rivendicare alcuni diritti senza per questo essere in competizione con l’altro sesso. Per questo come nostro simbolo scegliemmo quello orientale dello Yang e dello Yin, un simbolo che per eccellenza rappresenta la complementarietà dei sessi. Quando ne parlavamo noi, non ne parlava ancora nessuno.

A proposito di politica al femminile, che opinione ha di Marine Le Pen?
Marine Le Pen ha dovuto trasformare quello che era il partito di suo padre in una cosa diversa; una trasformazione necessaria anche per i tempi e probabilmente necessaria per lanciare la sfida politica che ha lanciato e che le ha portato larghissimo consenso. Marine Le Pen è stata capace di realizzare il cosiddetto sfondamento a sinistra, una teoria rautiana, che quando venne formulata nei congressi del MSI non venne compresa fino in fondo, ed è stata capace di creare anche un patto sociale che andasse oltre i vecchi steccati. Criticando la globalizzazione e, difendendo l’interesse nazionale, è riuscita a prendere voti anche nelle periferie francesi ed è riuscita a strappare consensi persino all’intellighenzia ex di sinistra, inaugurando un esperimento politico interessante. Non la conosco personalmente ma la seguo con attenzione e la guardo con empatia e simpatia politica.

Qual è il suo ricordo della militanza nel Fronte della Gioventù?
Mi sono iscritta al fronte della gioventù un mese prima di compiere 14 anni, in una sezione romana molto attiva, quella di Via Ottaviano 9, nella zona Prati di Roma, purtroppo poi diventata nota perché li vicino venne ucciso il nostro militante Mikis Mantakas; poi ho continuato a fare attività alla sezione Balduina (fino alla sua chiusura per gli attentati subiti) e poi a Via Sommacampagna, sede provinciale del Fronte della Gioventù. Ero nella Giunta e mi occupavo della formazione culturale dei quadri, ovvero tenevamo dei corsi ai ragazzi, con un esame di cultura politica finale finalizzato all’ottenimento della tessera. Avere la tessera non era un automatismo ma bisognava superare un piccolo esame. il mio ricordo è di una generazione, anzi di una catena di generazioni dai più grandi ai più piccoli, che è stata capace di suggerire al partito temi talvolta anche di frontiera, temi qualche volta divisivi, temi d’avanguardia, dalla politica estera all’ambiente passando anche attraverso battaglie di tipo culturale. C’era un attivismo militante molto educativo per i ragazzi ed eravamo tutti militanti, i dirigenti stessi erano prima di tutto dei militanti.

Che ricordo ha di suo padre Pino Rauti?
Un Ricordo personale indelebile di padre affettuoso, presente, sensibile ed attento. Poi c’è il ricordo politico, anch’esso indelebile, perché io faccio politica da quando avevo 14 anni ed ho sempre seguito le attività e l’impegno di mio padre. Io penso che Pino Rauti abbia rappresentato, non solo per me ma per intere generazioni, una guida e un punto di riferimento dal punto di vista politico culturale e di elaborazione, anche ideologica, oltre ad essere un riferimento ideale. Lo dimostra il fatto che a quasi 10 anni dalla sua scomparsa continuano a verificarsi riconoscimenti del suo pensiero e delle sue opere, sia come politico che come intellettuale, che come giornalista. Tra poco nascerà alla Biblioteca Nazionale di Stato di Roma un fondo a lui dedicato che consta della sua biblioteca e del suo archivio, che ha ottenuto il riconoscimento di archivio di particolare interesse storico. Questa non è soltanto una vittoria di Pino Rauti ma è la vittoria di una destra sociale, nazionale e popolare, che non è stata sufficientemente riconosciuta in passato ma che ha sempre dimostrato di offrire molti spunti e intuizioni profetiche, validi ancora oggi per interpretare il presente e delineare politiche future.

Gruppo preferito della musica alternativa di destra?
Io li ho amati tutti perché hanno parte delle nostre feste giovanili e dei nostri Campi Hobbit, tutti. In particolare ero legata anche in termini di amicizia personale a Junio Guariento che purtroppo è scomparso di recente, e al gruppo della compagnia dell’anello; sono stati loro che più a lungo hanno interpretato, celebrato, musicato e cantato, le nostre sensazioni e la nostra visione della vita e del mondo.

A cura di Albrizio Fedele e Daniele DF

[Fonte: giovaniadestra.it]




VideoSicilia - "Dal post ideologismo ai social media, questo il tema nodale della Giornata Tricolore edizione 2019. Appuntamento annuale della cittadina di Custonaci in Provincia di Trapani"


https://www.youtube.com/watch?v=DtqbobLEOSk

[Fonte: www.videosicilia.com]




Secolo.it - A Custonaci la sfida dei valori immutabili della destra al globalismo


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Una manifestazione che ormai da 7 anni si conferma una delle più riuscite nel panorama identitario siciliano. Si svolge tutti gli anni a Custonaci, a due passi da San Vito Lo Capo che di recente è stata eletta la località con il mare più bello d’Italia.
Custonaci è da sempre il teatro della destra siciliana, quella destra che con fatica, nella parte occidentale, ha recuperato posizioni su posizioni dagli anni 70’ in poi.

A Custonaci pensiero e azione di Dino Grammatico

Custonaci e il comprensorio trapanese sono la realtà geografica legata alla storia del deputato-poeta Dino Grammatico che per mano di una serie di personalità del luogo è divenuto il protagonista di questa giornata dedicata al tricolore.
Il «Centro Studi Dino Grammatico» di Custonaci ha infatti messo insieme, presso la Sala Conferenze di Villa Zina Park Hotel, la tradizionale «Giornata Tricolore 2019», che in questa edizione ha avuto per tema «Le nuove frontiere della Politica – Dal post-ideologismo ai social media». A organizzare l’evento hanno voluto esserci rispettivamente le fondazioni «Nazione Futura», «Tatarella», «Giuseppe e Marzio Tricoli» e l’«Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici» (ISSPE), con il patrocinio della fondazione «Alleanza Nazionale».
A confermare l’ampio respiro nazionale della manifestazione, la partecipazione della senatrice Isabella Rauti Presidente del «Centro Studi Pino Rauti» e del giovane editore e autore Francesco Giubilei, il quale presiede la Fondazione Tatarella ed è fondatore del circolo culturale Nazione Futura.

Il premio per la cultura della legalità

A Giubilei, tra l’altro, spetterà il compito di assegnare il «Premio per la Cultura della Legalità» (ovvero una piccola quercia, che rappresenta il radicamento ai valori legalitari, realizzata in marmo di Custonaci ad opera dello scultore Giuseppe Cortese), che ogni anno è attribuito alle personalità che si sono contraddistinte nella lotta alla mafia e nella sensibilizzazione del tema della legalità.
Il premio è stato assegnato a Maria Concetta Marino, che da decenni opera sul territorio, sia nella veste di dirigente dell’«Associazione Antiracket e Antiusura Trapani» che d’insegnante, attraverso progetti di legalità finalizzati a far comprendere proprio alle nuove generazioni il disvalore di «cosa nostra».
L’incontro, moderato dal giornalista Alberto Samonà, è stato sentito e partecipato e ha visto la presenza dell’On. Antonio Catalfamo, capogruppo all’Assemblea Regionale per Fratelli d’Italia, la parlamentare nazionale Carolina Varchi, il coordinatore regionale di FdI Gianpiero Cannella e Fabrizio Fonte, presidente del centro studi Dino Grammatico.
Durante la kermesse hanno parlato dal palco tutti i dirigenti di partito, sia della Lega che di FdI, lanciando la sfida, colta poi dai relatori parlamentari, di una piattaforma programmatica in grado di incardinare quei valori immutabili che sono sopravvissuti alla dilagante deriva post-ideologica e globalista.

[Fonte: www.secoloditalia.it]




ilSicilia.it - Alla “Giornata tricolore” il “manifesto di Custonaci” per le realtà culturali patriottiche


A cura del Centro Studi Dino Grammatico

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È stata un’edizione speciale quella 2019 della “Giornata Tricolore 2019“, organizzata a Custonaci dal Centro studi Dino Grammatico, presieduto da Fabrizio Fonte. Nei numeri, nella partecipazione, nei contenuti e nelle prospettive.
Nel corso del tradizionale appuntamento annuale, è stato lanciato il “manifesto di Custonaci” nel quale si chiamano a raccolta tutte le realtà culturali italiane che si riconoscono nei valori che ruotano attorno all’idea della Patria.
Si sono poste le basi per realizzare a Roma, entro il 2019, un incontro fondativo di una rete nazionale, che possa, e sappia, fare squadra per iniziative ed idee che possano scardinare determinate logiche, che sono alla base del pensiero unico, e fino ad oggi egemonico, imposto da taluni poteri forti politici e finanziari a discapito della sovranità popolare.
L’incontro, che è stato moderato dal direttore responsabile de ilSicilia.it Alberto Samonà, ha visto la partecipazione – fra gli altri – della senatrice Isabella Rauti, del deputato nazionale Carolina Varchi, del capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars Antonio Catalfamo, del coordinatore regionale di FdI Giampiero Cannella e dell’editore Francesco Giubilei.
Sono intervenuti anche rappresentanti delle forze politiche di centrodestra della provincia di Trapani (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) e di enti e fondazioni impegnate sul territorio (Fondazione Tatarella, Fondazione Tricoli).

Giorgio Rossini

[Fonte: www.ilsicilia.it]




Giornata Tricolore 2019 "Le nuove frontiere della politica dal post-ideologismo ai social media" – Villa Zina Park Hotel, Custonaci (TP)


https://www.youtube.com/watch?v=KIKwFi89MOo

Guarda la galleria fotografica:

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ilSicilia.it – Alla “Giornata tricolore” il “manifesto di Custonaci” per le realtà culturali patriottiche




Live Sicilia.it - Giornata Tricolore a Custonaci. Dibattito e un premio


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Locandina-GT-2019-768x1097Il «Centro Studi Dino Grammatico» di Custonaci al lavoro per l’appuntamento con la “Giornata Tricolore”. Si terrà a Custonaci, sabato 28 settembre (ore 10.00) presso la Sala Conferenze di Villa Zina Park Hotel, la tradizionale «Giornata Tricolore 2019», che in questa edizione ha per tema «Le nuove frontiere della Politica – Dal post-ideologismo ai social media». A organizzare l’evento hanno voluto esserci rispettivamente le fondazioni «Nazione Futura», «Tatarella», «Giuseppe e Marzio Tricoli» e l’«Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici» (ISSPE), con il patrocinio della fondazione «Alleanza Nazionale». Non solo, dunque, per l’attualità del tema, ma soprattutto per il respiro nazionale che si è voluto dare anche grazie alla partecipazione della senatrice Isabella Rauti Presidente del «Centro Studi Pino Rauti» e del giovane editore e autore Francesco Giubilei (è stato inserito da «Forbes» tra i 100 under30 più influenti d’Italia, nonché spesso ospite nei network televisivi più importanti quali Rai, La7 e Mediaset). A lui spetterà, tra l’altro, il compito di assegnare il «Premio per la Cultura della Legalità» (ovvero una piccola quercia, che rappresenta il radicamento ai valori legalitari, realizzata in marmo di Custonaci ad opera dello scultore Giuseppe Cortese), che ogni anno viene attribuito a delle personalità che si sono contraddistinte nelle loro attività, per aver contrastato direttamente la criminalità mafiosa e/o per aver diffuso, per l’appunto, un’apposita cultura di contrasto. In questa edizione 2019 si è voluta riprendere la celebre frase di Paolo Borsellino, puntuale figura di riferimento del «Centro Studi Dino Grammatico», dove si ricorda che «purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni» e, infatti, il premio verrà assegnato a Maria Concetta Marino, che da decenni opera sul territorio, sia nella veste di dirigente dell’«Associazione Antiracket e Antiusura Trapani» che d’insegnante, attraverso progetti di legalità finalizzati a far comprendere proprio alle nuove generazioni il disvalore di «cosa nostra». È prevista, la partecipazione di numerosi parlamentari nazionali e regionali (Carolina Varchi, Antonio Catalfamo) e ha confermato la sua presenza anche l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina. A moderare l’incontro il giornalista Alberto Samonà.

[Fonte: livesicilia.it]