Secolo d'Italia - Il percorso umano e politico di Tommaso Manzo nel ricordo di un amico fraterno


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Riceviamo da Nazzareno Mollicone un ricordo di Tommaso Manzo e volentieri pubblichiamo

L’improvvisa scomparsa di Tommaso Manzo ha colpito dolorosamente come un fulmine tutta la “comunità” che con lui aveva condiviso decenni di militanza, anche dura e pericolosa, di iniziative politiche, di approfondimenti culturali, di attività professionali. Già è stato detto molto di lui, sul piano del suo impegno attivistico quale segretario della “mitica” sezione della Balduina, accusata anche (pochi lo ricordano) di “ricostituzione del partito fascista” (una sezione!): non tanto per la presenza attiva dei suoi iscritti nella militanza politica che era comune a tante altre sezioni di Roma e d’Italia, ma piuttosto per la attenzione dedicata in quella sede anche alla preparazione ideologica e culturale, cosa che forse preoccupava di più il sistema partitocratico di allora. E’ stato ricordato come egli rimase vittima di un attentato di un gruppo terroristico che imitava le Brigate Rosse, i Nuclei di Azione Proletaria. Rimase ferito alle gambe, senza però conseguenze invalidanti: ebbe però la capacità (e il coraggio, che all’epoca pochi avevano) di riconoscere nelle foto segnaletiche della Polizia i suoi attentatori, che furono così arrestati e condannati.

Manzo nel 1969 entrò nel Msi con Rauti
Tommaso Manzo è stato anche tanto altro. Figlio di un militare, iniziò la sua militanza politica negli anni Sessanta, aderendo ai gruppi giovanili del Centro Studi Ordine Nuovo collocato nell’ormai storica sede di via degli Scipioni n. 268/a e partecipando alla riunione dei “Comitati di Riscossa Nazionale” nella manifestazione del 27 giugno 1965 al Teatro Brancaccio. Decise poi nel 1969 di entrare nel Movimento Sociale Italiano insieme a Pino Rauti e agli altri dirigenti di O.N. collaborando alla Rivista Presenza. Nel mese di gennaio 1977 fu eletto dal Comitato centrale del Msi componente della Direzione nazionale del partito e mantenne questa carica – sempre rieletto nei congressi – fino allo scioglimento del partito deliberato dal congresso del 1995 a Fiuggi. Costituitasi Alleanza nazionale, fu molto vicino a Giulio Maceratini che era divenuto il presidente del gruppo di An in Senato. La sua presenza nei massimi vertici del Partito non era solo onorifica: egli partecipava attivamente ai lavori del Comitato centrale, della Direzione nazionale e dei Congressi contribuendo ad elaborare documenti, intervenendo nelle riunioni e assumendo ruoli di garanzia nelle commissioni elettorali e nei seggi elettorali.

Manzo nelle associazioni sportive e legali
In particolare, si dedicò a due attività “parallele” del Msi, quelle dell’avvocatura e dello sport. Nell’avvocatura, fu uno dei soci dell’Associazione Cidaf (Centro Italiano di Azione Forense) costituita dagli avvocati di destra (ricordiamo in particolare Valensise, Andriani, Battista, Gallitto, Marchio, Valentino e tanti altri) per contrastare e invalidare le decisioni della magistratura influenzata dalla sinistra e per proporre una concezione della giurisprudenza basata sull’imparzialità e sul rispetto della legge. Da tener presente che Manzo non s’interessò solo, insieme agli altri avvocati del Msi, alla difesa dei militanti nei processi politici che in quegli anni erano numerosi ma fu attivo anche nelle cause civili di lavoro, collaborando con i sindacalisti della Cisnal per assisterli nelle vertenze da loro avviate. Per quanto riguarda lo sport, divenne dirigente della storica associazione sportiva Centro Nazionale Fiamma emanazione del Msi e, dopo la crisi di quest’ultima, contribuì attivamente alla fondazione della nuova associazione vicina ad Alleanza aazionale denominata Alleanza Sportiva Italiana che rappresentò in organismi costituzionali, quali il Coni e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Manzo consigliere comunale capitolino
In ambito pubblico, fu consigliere circoscrizionale e comunale di Roma e la sua presenza, sempre attenta e precisa, era in grado sia di svelare le irregolarità delle amministrazioni comunali, allora guidate dal Pci (ricordiamo i sindaci Luigi Petroselli e Ugo Vetere) sia di proporre soluzioni a problemi annosi della Capitale. Fu anche, nel periodo della giunta capitolina avente come sindaco Gianni Alemanno, assistente della presidenza dell’azienda municipalizzata Ama. Ultimamente, si era dedicato al coordinamento delle iniziative culturali dell’associazione M.Arte, situato nel Museo Crocetti di via Cassia, di cui era il presidente organizzando presentazione di libri e altre iniziative culturali. La sua scomparsa ha estremamente colpito tutti i suoi colleghi, amici e camerati di tante battaglie, in particolare coloro che lo frequentavano in modo continuativo, da Giulio Macerativi a Marcello Perina, da Renato Manzini a Isabella Rauti, da Bruno Esposito a Nicola Cospito, da Romolo Sabatini a Toni Gemmellaro, e tanti altri che non riusciamo a citare. Il ricordo del suo stile di vita sempre corretto e leale, della sua elevata professionalità, dell’attiva militanza e passione politica, lo faranno rimanere sempre presente nei nostri cuori.

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Secolo d'Italia - L'ultimo saluto a Tommaso Manzo: "Era un punto di riferimento per tutti"


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Tommaso Manzo un regalo più bello non ce lo poteva fare: nella chiesa di Santa Lucia in circonvallazione Clodia a Roma, ha chiamato all’estremo saluto gli esponenti di quella stagione formidabile e terribile che furono gli anni Settanta e Ottanta a Roma. E sono venuti tutti. La chiesa, molto grande, era gremita e all’esterno si accalcavano moltissime persone nonostante la pioggia insistente. La morte dell’avvocato generoso, del militante rigoroso, del politico appassionato, ha colpito profondamente quella che Isabella Rauti, nel post in cui annunciava la dipartita di Tommaso, ha definito “la comunità”. Tommaso diceva i “nazionalrivoluzionari”, non dimentichiamo che veniva dall’esperienza di Ordine Nuovo con Pino Rauti. Politici di oggi e di ieri sono venuti a salutare il loro collega, attivisti sono venuti a ringraziare il loro difensore, spesso gratuito, avvocati sono venuti a omaggiare un valente collega. Molti i volti rigati dalle lacrime, gli amici di sempre, le persone con cui è cresciuto, politicamente e soprattutto umanamente: il gruppo della gloriosa sezione Balduina. C’erano persone che non si vedevano da quarant’anni, e persone che non hanno mai fatto più politica dalla fine degli anni Settanta. Qualcuno non si è riconosciuto, e si sono dovuti presentare di nuovo, dopo aver trascorso la giovinezza insieme a rischiare la vita – e non è un modo di dire – per i propri ideali. Il tempo passa per tutti e si prende la rivincita su chi non seppe giocare bene le sue carte. La considerazione che circolava tra i tristi convenuti su Tommaso era proprio ciò che dicevamo all’inizio: nonostante lui appartenesse – da sempre – a una corrente minoritaria di un partito di minoranza con nessuna speranza di assumere ruoli di potere in breve tempo, Tommaso si comportava come se fosse un alto responsabile di governo in carica, con dedizione, impegno, passione e sacrificio. Canaris, come lo chiamavano i suoi camerati della Balduina, aveva però una speciale particolarità: era estremamente riservato, diffidente, al limite del sospettoso, almeno quando faceva attività politica. Non si fidava del sistema, non si fidava degli avversari politici, e faceva bene. Tanto è vero che quando fu gambizzato dalle Brigate Rosse sotto casa sua, mentre le istituzioni davano la caccia al fascista, non fu ucciso solo perché evidentemente aveva subodorato qualcosa, col sesto senso che solo chi ha fatto l’attivista può capire, e si era tempestivamente gettato e rotolato a terra, impedendo ai terroristi di centrare lui e il loro obiettivo di uccidere un nemico pericoloso e irriducibile. Allora probabilmente pensò di aver fatto bene a diffidare di tutto e tutti, aveva ragione lui.

Gasparri: “Tommaso era un punto di riferimento per tutti”

L’officiante nella sua omelia ha parlato poco di Tommaso e molto della vita eterna, soffermandosi sul significato più profondo di ciò che questo vuol dire per un vero credente quale Tommaso era. La vita eterna per tutti. Dopo aver benedetto la salma, il sacerdote ha congedato i convenuti. Su richiesta della famiglia, il senatore Maurizio Gasparri ha pronunciato un breve ricordo di Tommaso. Gasparri era dirigente del Movimento Sociale Italiano e segretario del Fronte della Gioventù in quei tempi, e con Tommaso, dirigente nazionale del partito e consigliere comunale capitolino, ha avuto sempre moltissimi rapporti. Se aggiungiamo che Manzo era anche un dirigente della corrente di opposizione rautiana e Gasparri uno degli uomini più vicini alla maggioranza almirantiana, immaginiamo che i rapporti non dovessero essere facili. Invece – ha sottolineato Gasparri – era proprio il contrario: Manzo difendeva con grande determinazione le proprie posizioni, ma quando era il momento di tirare delle conclusioni, di prendere delle decisioni nell’interesse del partito, gli spigoli si smussavano e i contrasti si appianavano. “Era per tutti noi un punto di riferimento”, ha detto il senatore di Forza Italia, “lo è sempre stato”. “E non solo per la politica: Manzo era un punto di riferimento anche nella sua professione per i suoi colleghi, era un punto di riferimento per le associazioni sportive come l’Asi, dove ha rivestito ruoli di responsabilità, per l’associazione M.Arte, che animava con iniziative culturali di vario genere”. Il feretro è stato portato fuori a spalla non dagli addetti delle pompe funebri ma dai suoi amici di sempre, e fuori la folla ha tributato a Tommaso un “Presente!” intenso e commosso. Tra i tanti riti, le tante liturgie, dei ragazzi degli anni Settanta, il ricordo e l’omaggio ai Caduti fratelli è una cerimonia irrinunciabile e sacra: lungi dall’essere mera esteriorità, come sprezzantemente scrivono alcuni quotidiani, è al contrario una testimonianza e una promessa per dire al Caduto: “Tu sei sempre con noi”.

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Secolo d'Italia.it - Ci ha lasciati Tommaso Manzo, l’avvocato del Msi gambizzato dalle Brigate Rosse


TommasoManzo

“Ha lasciato la Comunità Tommaso Manzo, interprete della visione e dell’impegno nazionalpopolare della politica; professionista rigoroso; persona appassionata, idealista, intelligente e sensibile . Un camerata vero. Sempre presente nei nostri cuori!”. Con questo annuncio commosso Isabella Rauti, che di Tommaso Manzo fu amica da sempre, annuncia la scomparsa, stanotte, di uno dei protagonisti indiscussi di quel mondo irripetibile che fu il Movimento Sociale italiano a Roma negli anni cosiddetti di piombo. Tutti conoscevano Tommaso Manzo e lo prova il profluvio di commenti commossi da parte di coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato: per il suo impegno politico innanzitutto, come valoroso segretario della storica e gloriosa sezione Balduina di via delle Medaglie d’Oro 128c, sezione martire, più volte fatta saltare dagli antifascisti, assaltata dai compagni e dalla polizia, i cui giovani militanti sono stati più volte ingiustamente arrestati dal sistema, ma che ha sempre resistito a tutte le persecuzioni. E proprio alla sezione Balduina è legato un episodio che più di altri dà la cifra morale della statura di Tommaso Manzo e che vogliamo qui ricordare prima di ogni altra cosa: nel 1972 Manzo era segretario della sezione, succeduto all’indimenticato Edoardo Socillo, padre di Bruno, quando ci furono i famosi arresti dei ragazzi e delle ragazze della sezione, arresti seguiti agli assalti degli estremisti di sinistra; la polizia fece irruzione nella sezione alla ricerca di chissà cosa, non trovando nulla, e ci fu un parapiglia con gli attivisti. Tommaso fu spintonato e quando la polizia portò via i ragazzi lui si trovava sulla porta. La celere caricò gli arrestati su un furgone dimenticandosi di Tommaso. Dopo un momento di confusione, Manzo disse agli agenti che non avrebbe abbandonato i suoi camerati e salì anche lui sul furgone. Tra l’altro, quando dopo molti giorni i militanti missini vennero rilasciati, Tommaso Manzo fu l’unico che rimase dentro, perché i magistrati lo avevano accusato di essere il leader,cosa che poi corrispondeva a verità.

Tommaso Manzo era nato a Vicenza nel 1948 e tra pochi giorni avrebbe compiuto 71 anni. Sposato con un figlio, Vincenzo, Tommaso scelse Giurisprudenza per il suo innato senso di giustizia che lo ha sempre informato, e per tutta la vita ha fatto l’avvocato, penalista e civilista: tutti lo ricordiamo, negli anni Settanta e Ottanta, difendere i nostri attivisti e correre in aiuto di chiunque in qualsiasi momento. La cultura e la politica erano le sue grandi passioni: Tommaso era un militante di Ordine Nuovo con Pino Rauti, esperienza che non rinnegò mai, e nel 1969 fece parte di quel gruppo che – su invito di Giorgio Almirante – accettò di rientrare nel Msi. Insieme con altri, Manzo si stabilì alla sezione Balduina, di cui come detto divenne segretario. Il gruppo storico era quello della libreria di via degli Scipioni e l’appartenenza politica era quella rautiana. Cultura, affissioni di manifesti, attivismo per le strade: le differenze dottrinarie tra Giovane Italia e ordinovisti non furono mai di ostacolo allo svolgimento della comune attività per il comune ideale, e Tommaso fu sempre un convinto assertore di questo. Per ben due volte fu consigliere comunale a Roma, in ticket anche con il grande Teodoro Buontempo, Giampiero Rubei e Alessandro Di Pietro e al Campidoglio condusse battaglie dure e prestigiose. Va ricordato che l’avvocato Manzo era citato sul libretto di Lotta Continua “Basta con i fascisti!”, una sorta di lista di proscrizione in cui erano elencati gli attivisti del Msi di Roma, con tanto di indirizzo, numero di telefono, descrizione fisica e tipo di auto o moto utilizzata. Un vero e proprio incitamento all’odio più volte denunciato da Almirante che, se fosse stato ascoltato, avrebbe forse evitato l’insorgere del terrorismo comunista in queso Paese; invece il sistema dava la caccia al fascista. Probabilmente per questo il 12 febbraio 1974 Manzo venne aggredito selvaggiamente a Palazzo di Giustizia in piazzale Clodio e qualche tempo dopo la sua auto andò a fuoco. Ma non era la cosa peggiore che gli sarebbe capitata. Il 28 gennaio 1975, sotto casa, poco dopo le otto del mattino, alcuni terroristi sparano a Tommaso Manzo tre colpi di pistola munita di silenziatore. Tommaso si salva solo perché, come vecchia abtudine maturata in anni di attivismo, stava sempre in guardia, e riuscì a rotolare a terra mentre gli assassini sparavano. Gli attentatori fuggono su una A112, Uno dei terroristi sarà successivamente arrestato e condannato. Apparteneva alle Brigate Rosse. Tommaso, ferito alle gambe, fu portato al policlinico Gemelli da un’auto del vicino ministero della Marina. Sempre nel 1975, troviamo Tommaso Manzo consigliere per il Msi in XX circoscrizione insieme con Peppe Leone e Gianfranco Rosci. Nell’ottobre del 1977, quando ci furono i fatti che culminarono nell’omicidio di Walter Rossi, Tommaso Manzo, insieme con gli avvocati difensori dei missini, in una conferenza stampa puntò il dito contro la questura di Roma che, pur essendo al corrente dell’estrema tensione che regnava a Roma, tensione provocata dalla caccia al fascista della sinistra, non seppe prevenire gli incidenti. Vogliamo ricordare questo eroico pool di legali missini che ci difesero sempre, quando difendere un “fascista” non era né facile né comodo: oltre a Manzo, c’erano gli avvocati Valensise, Marchio, Maceratini, Gallitto, Andriani, Pannain, D’Ovidio, Pontecorvo, Valentino, Naso, De Leone, Amiconi, Basile.

Negli anni del riflusso, Tommaso Manzo proseguì nella professione, dedicandosi però anche al suo mai dimenticato impegno culturale: con l’associazione M.Arte ha organizzato per anni incontri, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri al massimo livello al Museo Crocetti, ottenendo sempre un vastissimo interesse. Come ha ricordato Claudio Barbaro, che fu con Manzo alla Balduina, Tommaso fu anche attivo dirigente del Centro sportivo Fiamma prima e dell’Asi poi, l’Associazione sportiva italiana, per la quale ricoprì incarichi di grande responsabilità insieme con il collega e camerata Alessandro Levanti detto “Yoghi”. Manzo era uno degli avvocati più apprezzati e stimati a Roma: conosciutissimo, ebbe incarichi forensi di grande rilievo, essendo stato anche più volte rappresentante nell’ordine degli avvocati. Sempre Barbaro ci ricorda che per il suo fisico minuto, Manzo alla Balduina era soprannominato affettuosamente Canaris, canarino. E sui social è impressionante vedere quante attestazioni di cordoglio, di amicizia, di stima stia ricevendo Tommaso Manzo dai suoi vecchi camerati, perché legami che hanno quasi mezzo secolo non si spezzano. Vogliamo ricordare qualcuno dei suoi vecchi amici con cui a via delle Medaglie d’Oro 128c condivise davvero per anni pane e morte: Marco Clarke, Marcello Perina, Franco Giannelli (futuro creatore della sezione Vigna Clara), il già citato Claudio Barbaro “Cully”, Eleonora Lombardo, Bruno Socillo, Paolo Angeloni, i fratelli Feliziani, Franco Medici, Franco Di Mario, Flavia Perina, i fratelli Marconi, Alberto Cifù, Giulio Maceratini, Luigi Lais, Enrico Tiano e la moglie Marilena, Alessandro Di Pietro, Pier Paolo Chitarrini, Ferdinando Parisella, tutta la famiglia Andriani, ovviamente Rauti e tantissimi altri, perché la Balduina era una delle sezioni con più iscritti di Roma. Ci scusiamo se abbiamo tralasciato qualcuno, ma oltre alla Balduina ci sono quelli di via degli Scipioni, di Prati, di Vigna Clara della Parioli e di tutte le realtà militanti con cui Tommaso ebbe in qualche modo a che fare. Non è retorica, ma Tommaso ha lasciato testimonianza, esempio affetto. Alla famiglia giungano le più sentite e sincere condoglianze della Fondazione Alleanza Nazionale con il suo presidente Giuseppe Valentino, e della redazione e della direzione del Secolo d’Italia, che Tommaso ha spesso onorato con i suoi interventi. Non appena conosceremo la data del funerale ne daremo tempestiva comunicazione ai lettori.

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Auguri di Buone Feste


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“Nasce il silenzio da molte quiete
Così la luce delle stelle si tesse in corde
Con cui le Potenze di pace fanno dolce armonia.
Rallegrati, o Terra, il tuo Signore
Ha scelto il suo santo luogo di riposo.”

Ezra Pound, “Prologo di Natale”



Venerdì 23 novembre, ore 19:45 - Presentazione del libro "Integrazione (im)possibile" di Marco Zacchera - Osteria delle Erbe, Piazza delle Erbe 14, Mantova


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La voce del patriota - L’intervista. Dal ghetto alla Biblioteca Nazionale, una svolta per Pino Rauti


“Dal ghetto alla Biblioteca nazionale, un bel cammino per Pino Rauti e per la Destra italiana”. Isabella Rauti, senatrice e in parte custode della memoria di suo padre, lo dice con gli occhi ancora lucidi e la voce un pò tremolante di chi sa di aver compiuto un passo enorme e, forse, insperato. Al punto che, quasi, ancora non ci crede a questo grande riconoscimento. “Un sogno” le piace ripetere, un pò anche a se stessa, ma con la consapevolezza che “nessuno potrà più marginalizzare la figura politica ed intellettuale di Pino Rauti”. E qui la voce da insicura si fa orgogliosa, perchè questo Fondo archivistico suona un pò come un conto saldato con chi troppo velocemente aveva voluto mettere da parte Pino Rauti. Invece “lui adesso ci sarà per sempre, nella cultura e nel pensiero politico italiano”.

Senatrice, suo padre, Pino Rauti, avrà un fondo archivistico e librario all’interno della Biblioteca centrale nazionale di Roma. Si chiude un cammino lungo, che naturalmente non può essere visto soltanto in chiave personale…“Senza dubbio. Non è solo un tributo all’uomo ma anche a un mondo, a un contesto politico e culturale di cui lui è stato un esponente di primo piano. Se volgo lo sguardo non trovo altri uomini della Destra a cui sia stato riconosciuto un tale onore. Per carità, ci sono figure di grande spessore come mio padre a cui la storia ha tributato e riconosciuto grandi meriti ed onori. Ma certamente è un’altra cosa entrare a far parte della Biblioteca nazionale. E’ un riconoscimento eccezionale e credo che serva anche a fargli giustizia. Per sempre”.

Un pò una rivincita?
“I fatti e gli eventi che stiamo vivendo dimostrano quanto mio padre fosse avanti, visionario nelle teorie e precursore nelle idee. Pino Rauti è stato un politico sempre un passo in avanti rispetto agli altri. Ha avuto la capacità decenni prima di vedere dove l’Italia, il mondo, specie quello occidentale, sarebbe andato. Mi viene da sorridere quando oggi ascolto o leggo ‘aiutiamoli a casa loro’ o si grida alla minaccia islamica. Pino Rauti aveva predetto tutto questo prima che accadesse”.

Insomma, questo Fondo oltre a consentire di apprezzare meglio il suo pensiero potrebbe contribuire a codificare meglio gli eventi di oggi?
“L’imponente lavoro che ho svolto nella raccolta e catalogazione, a cui hanno dato un contributo decisivo i miei collaboratori, mi ha consentito di entrare a contatto con l’opera di un uomo che ebbe la capacità di leggere fenomeni che quarant’anni fa erano solo in fieri e che oggi invece riconosciamo come emergenze. Ad esempio la crisi della Sinistra, e più in generale delle categorie politiche ottocentesche di destra e sinistra. Pino Rauti aveva individuato una terza via oltre il liberalcapitalismo ed oltre il marxismo e su questo si era interrogato. Chiedendosi quale dovesse essere lo sbocco e quale prospettiva si dovesse aprire per contrastare questa crisi”.

Nasce così la terza via?
“Appunto. E come non vedere nell’affermarsi del Movimento Cinque Stelle il frutto della crisi delle ideologie, e di una classe politica che non ha saputo opporre i giusti correttivi ideali. Soluzioni che consentissero di fermare l’emergere di movimenti che hanno la loro ragion d’essere proprio nell’antipolitica e nell’odio sociale. Nella destrutturazione delle categorie politiche. Dobbiamo ammettere che una terza via, come la teorizzava mio padre, non si è ancora realizzata.”

Qualcuno forse aveva pensato che la terza via potesse essere la ‘Seconda Repubblica’…
“Per carità, il suo fallimento conferma che non era quella la terza via da cercare. Altrimenti il risultato elettorale del 4 marzo sarebbe stato diverso “.

Torniamo al Fondo archivistico. Adesso sarà possibile cogliere anche il valore intellettuale di Pino Rauti.
“Sì. Nelle sue carte emerge il politico ma anche l’uomo, l’intellettuale ed anche una persona perseguitata dalla giustizia. Fino al 2012. Il suo pensiero fu eretico, profetico e lungimirante ma soprattutto radicale rispetto ai suoi tempi. Le sue carte consentono di affacciarsi su di un mondo fantastico che meritava di essere trasmesso e tramandato, messo a disposizione delle prossime generazioni. Contemporaneamente è possibile avere uno spaccato profondo e realistico del Msi, della sua storia e delle sue evoluzioni”.

Non solo libri, quindi?
“No assolutamente. Per carità, di libri ce ne sono ed anche tanti, oltre 3mila. Ma poi ci sono carteggi privati come le lettere dal carcere, quelle dal campo di prigionia, o del periodo della segreteria del Msi. E articoli, minute, appunti, stralci di interventi, mozioni congressuali. Non voglio dire che questo materiale sia più importante dei libri, ma assume un significato particolare. Puoi respirare la storia del Msi, coglierne le sue varie fasi ed i mutamenti che ha subito. Immergersi in quel contesto socio-culturale e capire la difficoltà in cui si dovevano muovere coloro che avevano deciso di fare una politica missina e, nel caso di mio padre, di destra sociale e nazionalpopolare”.

Lei è una senatrice di Fratelli d’Italia, pensa che suo padre sarebbe al suo fianco?
“(Sorride)…Pino Rauti, come tutti gli esponenti politici e culturali che travalicano il loro tempo, è difficile imprigionarlo in un partito o in una specifica visione politica. E non mi sono mai arrogata il diritto di dire dove starebbe oggi di casa politica. Io sono convinta che Fratelli d’Italia sia l’unica realtà politica che legittimamente può rivendicare un legame profondo con il mondo missino e più in generale che si richiama ai valori della Destra. Chi guarda a Destra non può che farlo attraverso noi. La Destra italiana è Fratelli d’Italia e Fratelli d’Italia è la Destra italiana di oggi”.

[Fonte: www.lavocedelpatriota.it]




consulpress.net - Costituito nella Biblioteca Nazionale Centrale, il “Fondo Archivistico e Librario” di Pino Rauti


Il Fondo Archivistico Librario Pino Rauti alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
VENERDI’ 9 NOVEMBRE SI E’ SVOLTA LA PRESENTAZIONE PRESSO IL SENATO, NELLA SALA ZUCCARI DI  PALAZZO GIUSTINIANI

a cura di FRANCESCA RICCIUTI *

Pino Rauti, anagraficamente Giuseppe Umberto Rauti, intellettuale eclettico e poliedrico, teorico, politico e giornalista italiano (nato a Cardinale – CZ nel 1926) è stato deputato al Parlamento per 4 legislature dal 1972 al 1992 ed Euro Parlamentare dal 1994 al 1999, nonchè Segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano dal 1990 al 1991, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore dal 1995 al 2002, poi successivamente del Movimento Idea Sociale.

Rauti aderisce giovanissimo alla R.S.I. e combatte nella Guardia nazionale repubblicana. Nel 1947 entra  nel neo-costituito Movimento Sociale Italiano,  militando nella sezione giovanile nella corrente spiritualista che si ispirava al filosofo Massimo Scaligero. Nel 1956, all’interno dell’ Msi, dà vita al Centro Studi Ordine Nuovo, una associazione politico-culturale di  destra, nata dopo fratture createsi al congresso di Viareggio tra la corrente  spiritualista ed il partito, da cui si separa.

1Il Centro Studi Ordine Nuovo apre la sua sede a Roma ed in numerose altre Città, impegnandosi in attività esclusivamente culturali, rifiutandosi di partecipare alle competizioni elettorali.  Con il ritorno alla segreteria dell’Msi nel 1969 di Giorgio Almirante, Rauti scioglie il Centro Studi e con un gruppo di vari dirigenti rientra nel partito.

Tra le iniziative svoltesi venerdì 9, dedicate all’eminente  politico Italiano, sono sicuramente da evidenziare il “Centro Studi Pino Rauti” e l’eccezionale costituzione del  “fondo archivistico e librario” nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ha visto sempre più accrescere il possesso di raccolte librarie e archivistiche di autori contemporanei, divenendo uno dei luoghi deputati agli studi sulla letteratura italiana del Novecento. Il Centro Studi è un’Associazione Culturale, con sede a Roma in via Guido d’Arezzo, i cui  scopi  sono la diffusione culturale di studi politici e ricerche storiche ed attività che mirano al coinvolgimento dei cittadini sul territorio nazionale anche con l’organizzazione di seminari di formazione.

La conferenza di presentazione del fondo archivistico e librario si è svolta, su iniziativa del Gruppo Fratelli d’Italia e con il patrocinio del Senato, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in coincidenza con l’anniversario della “distruzine” del Muro di Berlino (9.11.1991). Il Convegno è stato di alto livello per la presenza di importanti relatori, tra cui il Sen. Gianni Marilotti – Presidente Commissione per la Biblioteca ed Archivio Storico del Senato, Paola Frassinetti – V. presidente Commissione Cultura- Istruzione e Sport, Andrea De Pasquale – Direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ed infine Isabella Rauti, Presidente del Centro Studi Pino Rauti. Hanno partecipato anche le curatrici della biblioteca privata Pino Rauti e, precisamente, l’Arch. Roberta Tessitore, la Dr.ssa Giovanna Paciucci e la Dr.ssa Stefania Giuseppetti.

La Dr.ssa Alessandra Rauti, anch’essa presente alla conferenza, ha aperto l’incontro portando i saluti del Vice Presidente del Senato Ignazio La Russa; la creazione del fondo archivistico come processo di costruzione di una “memoria condivisa” è stato il fulcro del suo messaggio. Un viaggio attraverso l’intimità della famiglia Rauti e nello straordinario patrimonio culturale di un uomo politico d’altri tempi per tutti coloro che vogliono compiere un cammino attraverso la storia della destra italiana: definisce così l’esperienza della costituzione di questo compendioso possesso di materiale  librario e non solo, Roberta Tessitore, amica di famiglia e curatrice della biblioteca privata Pino Rauti. Un’occasione importante di valorizzazione del legame tra politica e cultura che personalmente lo stesso Pino Rauti  ha sempre espresso nei suoi interventi congressuali e nelle sue iniziative editoriali, tra le quali il quindicinale “Linea”, divenuto poi un quotidiano.

ADDIO A PINO RAUTI, UNO DEI FONDATORI DEL MSI / SPECIALEIl fondo archivistico, che per la sua unicità può dirsi uno tra i più importanti a livello internazionale viene già considerato di alto riconoscimento, consta di 3377 volumi – oltre a numerosa documentazione dell’ archivio privato – che spaziano in svariate categorie, dalla letteratura italiana a quella straniera, dall’arte all’urbanistica, dalla demografia alla medicina, testimoniando in questo modo la molteplicità di interessi e le vedute di ampio respiro del politico Rauti, personalità di spiccati interessi e curiosità intellettuali.

Il Sen. Marilotti nel suo intervento ha sottolineato la grande versatilità e preveggenza di Rauti nell’affrontare determinati temi e come grande sia stato il suo contributo al dibattito politico. Inoltre ha enfatizzato la sua propensione a confrontarsi con i grandi temi della modernità, come uomo che sempre sperimentava e innovava. La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ospita il fondo e l’archivio di Pino Rauti, fondata nel 1876 e sviluppatasi nel corso del ventesimo secolo, è la più grande istituzione bibliotecaria del Paese e quella cardine dell’Italia Unita, raccogliendo i libri pubblicati in Italia pervenuti per diritto di stampa. La fondazione ha visto un grande sviluppo delle collezioni letterarie a cui si è abbinata una attivita di valorizzazone, di catalogazione e di digitalizzazione.

Il Direttore Andrea De Pasquale definisce “d’autore” la biblioteca di Pino Rauti, una formulazione relativamente recente ma diffusamente accreditata, nata soprattutto per identificare le raccolte di autori novecenteschi che negli ultimi anni sono confluite in gran numero nelle biblioteche e negli archivi pubblici. Si definisce come un insieme di libri accorpati, frutto di un’attività intellettuale che si sviluppa nel corso della vita del titolare, legati da un vincolo che li caratterizza e che sia in grado di testimoniare la rete di relazioni ed il contesto storico culturale del suo possessore.

3La biblioteca di Pino Rauti, interamente catalogata in SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale, è un unicum ibrido rimasto intatto che nasce in modo inaspettato ed indipendente dall’autore stesso, un qualcosa di vivo che cresce e  si sviluppa nel corso della vita del titolare. I libri che la compongono passano dallo status di libri a stampa a quello di libri manoscritti, diventando oggetti di archivio. L’archivio, dichiarato di notevole interesse storico, che arriva insieme alla biblioteca, appartiene alla categoria degli archivi privati, archivi composti da carte che non sono solo testimonianza della vita e del lavoro dei  soggetti  produttori, ma che sono definite scritture non produttive di effetti giuridici.  Esso rappresenta e testimonia  l’attività politica di Rauti tramite carteggi con personalità politiche, discorsi autografi, appunti, manoscritti e fascicoli processuali delle stragi nelle quali fu imputato e prosciolto.

4La Dr.ssa Isabella Rauti, figlia dell’onorevole ed attualmente anche neo-senatrice eletta nel Collegio di Mantova, ha aperto il suo intervento ribadendo l’altissimo livello culturale dell’incontro e l’intenso messaggio politico insito in esso. L’istituzione del fondo archivistco e librario, tra le diverse iniziative condotte dal Centro Studi Pino Rauti, porta egregiamente a compimento un ambizioso progetto. Quello del fondo è un merito mai tributato ad altri uomini della Destra italiana ed è il risultato di un lavoro molto lungo realizzato sulle carte e sui libri di Pino Rauti, con una interconnessione tra i temi politici delle continue battaglie e quelli più personali della sfera privata. Una presenza prorompente quella di Rauti, che ci ha insegnato a studiare, a leggere, presenza che ha lasciato una eredità intellettuale e un lascito di giacimenti culturali che va necessariamente tramandato e diffuso.

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* Francesca Ricciuti inizia ora a collaborare anche con la Consul Press, oltre che con altre Agenzie e Testate Giornalstiche. Unitamente ad una Laurea Magistrale in “Filologia letterature e storia del mondo antico”, conseguita nel 2016 con 110 /110 e lode. e precedente  Laurea triennale in Lettere Classiche, con votazione  di 110/ 110 – entrambe press0 l’ Università “La Sapienza” di Roma – ha al suo attivo uno stage nel Settore Stampa presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, altri tirocini di rilevante importanza ed incarichi di docente presso vari Istituti …. Ad Maiora ! .

[Fonte: www.consulpress.net]




Secolo d'Italia.it - Nasce il fondo Pino Rauti nella Biblioteca nazionale: una vittoria per la destra


Le carte, i libri, i documenti di Pino  Rauti, segretario del Movimento sociale italiano e leader di una  destra che spiazzava gli schemi classici della Prima  repubblica soprattutto per la sua vocazione sociale, entrano nella  Biblioteca centrale nazionale di Roma, dove viene costituito il Fondo  Pino Rauti. Si tratta di una storica vittoria per la cultura e la politica della destra. L’evento è stato celebrato in un incontro presso la sala  Zuccari di Palazzo Giustiniani, con Isabella Rauti, senatrice di  Fratelli d’Italia, Paola Frassinetti, vice presidente della  Commissione Cultura della Camera (FdI), Andrea De Pasquale, direttore  della Biblioteca nazionale centrale di Roma, Gianni Marilotti, presidente della Commissione per la Biblioteca e l’Archivio storico del Senato, Alessandra Rauti e le curatrici delle biblioteca privata di Pino Rauti, Roberta Tessitore, Giovanna Paciucci, Stefania Giuseppetti. Moderava l’incontro Aldo Di Lello, giornalista del Secolo d’Italia.

«È il risultato – dice Isabella Rauti all’Adnkronos – di un lavoro molto lungo realizzato sulle carte e sui libri di mio padre: una miniera sterminata. Il Fondo Pino Rauti sarà composto dalla biblioteca privata, circa 4000 volumi, e dall’archivio privato, che ha già ottenuto il riconoscimento di archivio di “particolare interesse storico”. Credo si possa dire che a nessun uomo della destra italiana sia stato tributato questo riconoscimento».

«Nella Biblioteca più importante d’Italia –  sottolinea – avremo così carteggi privati (lettere dal carcere, lettere dal campo di prigionia, lettere del periodo della segreteria del Msi), e poi articoli, minute, appunti, stralci di interventi, mozioni congressuali». La possibilità di consultare il Fondo sarà concreta in tempi abbastanza brevi: «Tutto sarà informatizzato, digitalizzato e inserito nel sistema nazionale delle biblioteche e l’impegno della Biblioteca con me e mia sorella Alessandra – conclude Isabella Rauti – è che entro un anno sarà tutto accessibile».

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Il Messaggero.it - Alla Biblioteca Nazionale nasce il fondo dei libri di Pino Rauti


Le carte, i libri, i documenti di Pino Rauti, segretario del Movimento sociale italiano e leader di una destra “di sinistra” che spiazzava gli schemi classici della prima Repubblica soprattutto per la sua vocazione sociale, entrano nella Biblioteca centrale nazionale di Roma, dove viene costituito il Fondo Pino Rauti.

L’evento è stato celebrato in un incontro presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani, con Isabella Rauti, senatrice di Fratelli d’Italia, Paola Frassinetti, vice presidente della commissione Cultura della Camera (Fdi), Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma. «È il risultato – dice Isabella Rauti – di un lavoro molto lungo realizzato sulle carte e sui libri di mio padre: una miniera sterminata.

Il Fondo Pino Rauti sarà composto dalla biblioteca privata, circa 4000 volumi, e dall’archivio privato, che ha già ottenuto il riconoscimento di archivio di particolare interesse storico. Credo si possa dire che a nessun uomo della destra italiana sia stato tributato questo riconoscimento».

«Nella Biblioteca più importante d’Italia – sottolinea – avremo così carteggi privati (lettere dal carcere, lettere dal campo di prigionia, lettere del periodo della segreteria del Msi), e poi articoli, minute, appunti, stralci di interventi, mozioni congressuali». La possibilità di consultare il Fondo sarà concreta in tempi abbastanza brevi: «Tutto sarà informatizzato, digitalizzato e inserito nel sistema nazionale delle biblioteche e l’impegno della Biblioteca con me e mia sorella Alessandra – conclude Isabella Rauti – è che entro un anno sarà tutto accessibile».

[Fonte: www.ilmessaggero.it]




Venerdì 9 novembre, ore 18:00 – Conferenza “Costituzione del Fondo archivistico e librario di Pino Rauti nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma”, Senato della Repubblica, Sala Zuccari


Segui l’intervento della Sen. Isabella Rauti, Presidente del “Centro Studi Pino Rauti”:

https://www.youtube.com/watch?v=5_aUCx4Edr8

InvitoPinoRauti-9novembre2018

Guarda la galleria fotografica:

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Segui l’intervento dell’On. Paola Frassinetti, Vicepresidente della Commissione Cultura Istruzione e Sport:

https://www.youtube.com/watch?v=hu8w7SL6fdU

Segui l’intervento del Dott. Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma:

https://www.youtube.com/watch?v=P2OET0VcXcM

Segui l’intervento del Sen. Gianni Marilotti, Presidente della Commissione per la Biblioteca e l’Archivio Storico del Senato:

https://www.youtube.com/watch?v=WM9RVttFUqw

Segui l’intervento dell’Arch. Roberta Tessitore, curatrice della biblioteca privata Pino Rauti:

https://www.youtube.com/watch?v=fIMN6p2khnA