il Tempo - L'ANPI protesta e Rauti viene censurato


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Pino Rauti celebrato sul sito del ministero della Cultura, l’Anpi va su tutte le furie e il ministro Dario Franceschini che prontamente ubbidisce e fa eliminare dal portale le citazioni dell’ex big missino, E’ successo dopo che, nei giorni scorsi la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma aveva proceduto all’acquisizione del fondo Rauti, accompagnando la notizia con alcune note biografiche sul lascito culturale dello stesso rappresentante della destra sociale. Un atto giudicato «intollerabile» dall’Associazione dei partigiani, che si è fatta sentire inducendo il ministero alla retromarcia. Così Franceschini ha riscosso il ringraziamento della sinistra, ma ha fatto infuriare buona parte dell’«altra metà del cielo». «Rauti è stato un parlamentare eletto con sistemi democratici. Il resto è puro esercizio da oliatori da tastiera» ha commentato il deputato di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa. «Il loro usare il termine intollerabile fa capire subito l’intolleranza di chi esprime questi giudizi» ha chiosato invece lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani.

il Tempo – L’ANPI protesta e Rauti viene censurato
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PN Il Primato Nazionale.it - Franceschini fa un regalo all'Anpi, "censurato" il Fondo Pino Rauti: "Era fascista"


Roma, 27 nov – Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha «censurato» Pino Rauti. In che modo? Ben 2880 volumi, appartenenti al Fondo Pino Rauti, erano stati donati alla Biblioteca nazionale di Roma. L’archivio dell’ex segretario del Msi, infatti, è stato riconosciuto di interesse storico, e il ministero ha quindi presentato l’evento sul proprio sito. Cosa che, però, non è affatto piaciuta all’Anpi che, per bocca del suo nuovo presidente Gianfranco Pagliarulo, ha vivamente protestato contro questo atto di presunta lesa maestà. È a questo punto che Franceschini, sempre ligio al richiamo di un antifascismo ormai fuori tempo massimo, ha fatto rimuovere la presentazione dal sito del ministero.

Politico e intellettuale
La figura di Pino Rauti (1926-2012), ovviamente, può piacere o non piacere, ma è indubbio che si sia trattato di una personalità di spicco della storia italiana nel secondo dopoguerra. Giovane volontario della Rsi, a cui prese parte inquadrato nella Guardia nazionale repubblicana (Gnr), Rauti ha militato per anni nel Msi, ricoprendo la carica di deputato dal 1972 al 1992 e, per un breve e sfortunato periodo, anche quella di segretario di partito (1990-1991). Inoltre, dopo aver fondato nel 1953 il Centro studi Ordine nuovo, si è profilato come uno degli intellettuali più prolifici della destra radicale. Insomma, piaccia o non piaccia, Rauti rappresenta un pezzo importante della storia repubblicana. Tant’è che il suo archivio ha suscitato l’interesse della Biblioteca nazionale.

Franceschini, Rauti e… La Russa
La decisione di Franceschini di oscurare il Fondo Pino Rauti, accontentando i censori dell’Anpi, ha naturalmente suscitato lo sdegno di Ignazio La Russa, che non le ha mandate a dire al ministro dei Beni culturali: «Franceschini può cancellare tutto quello che vuole almeno fintanto che è ministro. E Pagliarulo, che di sicuro per ragioni anagrafiche non ha fatto il partigiano neanche un minuto, può gridare alla luna le sue modeste valutazioni», ha attaccato il vicepresidente del Senato. «Resta il fatto – ha proseguito La Russa – che Rauti non ha mai negato il suo impegno prima, durante e dopo la guerra, ma è stato un parlamentare eletto con sistemi democratici, ruolo a cui ha improntato i suoi comportamenti. Il resto è puro esercizio da odiatori da tastiera».

Gabriele Costa

[Fonte: www.ilprimatonazionale.it]




il Giornale - L'odio della sinistra per l'archivio Rauti


Democratici a parole, intolleranti sulla carta. Non c’è niente da fare. Per certa Sinistra, la cultura di Destra non esiste.

Non deve esistere. Non deve avere diritto d’esistenza. Comunque, non dentro le istituzioni, le accademie, i centri culturali. Se c’è, deve restare in una nicchia. Al tempo, si diceva nelle fogne. E il ritornello dagli anni ’70 a oggi non è cambiato. Le parole sono più raffinate, la sostanza la stessa. Si chiama odio: verso chi si ritiene antropologicamente diverso. Cos’è successo? Che tempo fa la figlia di Pino Rauti, Isabella, ha donato alla Biblioteca Nazionale di Roma, tra le massime istituzioni italiane in materia libraria, l’intero archivio del padre, giovanissimo volontario nella Rsi, uomo e intellettuale di Destra, segretario nazionale dell’Msi: un fondo ritenuto di «particolare interesse storico» formato da 2880 volumi, riviste e documenti rari o inediti sulla storia della Destra italiana. Sembrerebbe un aiuto alla ricerca e allo studio. Invece succede che pochi giorni fa il sito del Ministero per i beni culturali dà conto dell’acquisizione delle carte di Rauti con toni per qualcuno eccessivamente favorevoli all’uomo politico morto nel 2012 (viene indicato come «statista»). Basta, e avanza. La Sinistra più ignorante e retriva insorge, protesta, rinfaccia il passato repubblichino di Rauti (che però fu eletto democraticamente in Parlamento) e la fondazione del Centro studi Ordine Nuovo nel ’56. Tempo poche ore e il ministro Franceschini si autocensura e fa cancellare la presentazione del Fondo Rauti dal sito del Mibac. L’Anpi gioisce, la Cgil festeggia, i soliti 5Stelle applaudono. Il fascista è smascherato. E la Storia – così come se la raccontano loro – è salva. Un bel passo avanti per la democrazia, ottimo per la cultura. E non si sa cosa è peggio.

[Fonte: www.ilgiornale.it]

il Giornale – “L’odio della sinistra per l’archivio Rauti”
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Italia Oggi - C'è chi vuol bruciare le carte


L’extrasinistra preferisce spegnere chi la pensa diversamente

Come si permette la Biblioteca nazionale centrale di Roma di riordinare, inventa-riare, catalogare e addirittura rendere disponibile al pubblico l’archivio e la biblioteca personale di Pino Rauti? Appena appresa la notizia, divulgata dallo stesso direttore Andrea De Pasquale con un comunicato che ha trovato spazio soprattutto su quotidiani della capitale, si sono mosse alcune decine di firmaioli per protestare. Anzi, per intimare, come titola il manifesto: «Si dimetta il direttore della Biblioteca nazionale».

A contestare l’iniziativa sono rifondaioli, reduci di Democrazia proletaria, studiosi di Marx e di Gramsci, da Raul Mordenti a Romano Luperini, da Guido Liguori a Lelio La Porta. L’archivio era già stato riconosciuto d’interesse storico particolarmente importante nel 2017 dalla competente Sovrintendenza del Lazio. Comprende quasi 2. mila unità archivistiche e poco meno di 3 mila volumi. Gli insoddisfatti giudicano «l’entusiastico messaggio… infarcito da frasi di autocelebrazione dello stesso Pino Rauti (che avrebbe progettato e ordinato la costituzione del fondo)» e si dolgono perfino per le «commosse» dichiarazioni della senatrice Isabella Rauti, figlia di Pino.

Ovviamente sul defunto politico piovono accuse di vario genere. La sua attività culturale è bollata come «presunta», mentre si nega il «valore documentario» del fondo perché approntato dallo stesso Rauti. Ai protestatari riesce «intollerabile che un’istituzione culturale, dedicata al presidio e alla custodia dei beni comuni, si prodighi e impieghi risorse pubbliche per sostenere interessi propagandistici di forze e correnti di chiaro stampo fascista». Ergo, il «dott. De Pasquale» si dimetta «dal prestigioso e delicato incarico».

È facile prevedere che la polemica avrà strascichi, interventi parlamentari compresi. Per ora, risulta rimosso dal sito internet dei beni culturali il comunicato oggetto di tanto sdegno. Dunque, gli archivi pubblici non dovrebbero rendere consultabili documenti di provenienza politica sgradita o riprovevole, a giudizio ovviamente degli avversari. Anche ammettendo che ci fosse unanimità nella valutazione politica, significherebbe censurare carte in nome della loro provenienza, non del loro interesse storico. Ogni testo originario, per dire, degli uffici di Stalin non dovrebbe essere raccolto.

Simili monumenti di faziosità non sono esternati per la prima volta. Quando Licio Gelli donò le proprie carte all’Archivio di Stato di Pistoia, si levò un coro di proteste, soltanto in parte ridimensionate da un intervento pubblicato su l’Unità (15 febb. 2006) da chi era stata magna pars nell’organizzare l’evento, la docente di archivistica Linda Giuva, la quale aveva a proprio vantaggio l’essere moglie di Massimo D’Alema. Peggio ancora capitò a Raul Gardini, la cui voce, inserita nel volume LII del Dizionario Biografico degli Italiani, generò riprovazioni da moralisti in servizio permanente, Giorgio Bocca su tutti (la Repubblica, 20 ott. 1999). Se si ammettesse l’intromissione di giudizi etici nell’inserire o no voci enciclopediche o per accogliere presso istituzioni documenti di personaggi ritenuti riprovevoli, si ridurrebbe la documentazione storica a qualche pallido riferimento sull’attività di madre Teresa di Calcutta o poco più.

[Fonte: www.italiaoggi.it]

Italia Oggi – C’è chi vuole bruciare le carte
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Rassegna – Italia Oggi – “C’è chi vuol bruciare le carte”
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Il Secolo.it - Franceschini “censura” il Fondo Pino Rauti. Anpi in giubilo. La Russa: “Roba da odiatori da tastiera”


Il Fondo Pino Rauti, donato alla Biblioteca Nazionale di Roma dal Centro Studi intitolato al segretario del Msi, è diventato un caso politico dopo che il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, è intervenuto personalmente per censurarne la presentazione sul sito del ministero. Perché va bene accaparrarsi felicemente 2880 volumi e un archivio personale riconosciuto di particolare interesse storico (tanto più preziosi quanto più testimoni di una cultura e di una storia spesso misconosciute), ma altra cosa è ammettere le doti dell’uomo che li collezionò nell’arco di una vita dedicata allo studio e all’azione per il bene comune.

Che scandalo, hanno chiamato Rauti “statista”…
Sul sito del ministero Rauti era stato indicato come “Statista”. D’altra parte, Rauti da parlamentare ha servito la Repubblica per oltre due decenni; da leader ha cresciuto generazioni di classi dirigenti; da intellettuale ha saputo leggere i fenomeni della nostra società prima degli altri e con una modernità che altri ancora si sognano. Sempre nell’ottica di quella crescita e di quell’interesse nazionale che sono stati il faro della sua lunga vita.

I turbamenti dell’Anpi
La definizione di “statista” per un uomo che a 17 anni aveva partecipato alla Rsi, però, ha fatto “trasecolare” più d’uno di quelli che uno statista non lo riconoscerebbero neanche se girasse con un cartello al collo con su scritto “statista”, ma che in compenso vedono redivivi partiti fascisti ovunque. E, infatti, in prima fila ad applaudire la censura operata da Franceschini contro la figura di Rauti si è posta l’Anpi. “Bene ha fatto”, ha scritto su Facebook il presidente dell’associazione dei partigiani, Gianfranco Pagliarulo. “È intollerabile che queste carte vengano accolte con parole apologetiche verso un fascista convinto e dichiarato”, ha proseguito.

Il M5S applaude il compagno Franceschini
Solerte nell’applaudire il ministro alleato anche il M5S, che ha schierato il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni, uno di quelli che l’altro ieri gridavano alla scandalo per la censura di Nicola Morra in Rai. In effetti, vuoi mettere Morra con Rauti? No, appunto, non mettiamo. Soprattutto in tempi in cui governano M5S e Pd, la carità di patria è sentimento che va coltivato con cura.

Isabella Rauti non commenta
Interpellata sulla vicenda, Isabella Rauti, presidente del Centro Studi Pino Rauti che ha generosamente donato il fondo alla Biblioteca nazionale, ha preferito non commentare. Del resto, i termini della questione restano sempre quelli: Franceschini, Anpi, Perantoni vs Rauti. E che vuoi commentare? Soprattutto, perché dovresti commentare? L’acquisizione del Fondo Rauti si è svolta in tutti i suoi passaggi secondo i più rigorosi crismi istituzionali e nella più assoluta trasparenza. Oggi qualcuno si sveglia e monta una polemica politica. Anzi, la solita polemica politica, come ha ricordato Ignazio La Russa.

La Russa: “Roba da odiatori da tastiera”
“Franceschini – ha sottolineato La Russa – può cancellare tutto quello che vuole almeno fintanto che è ministro. E Pagliarulo, che di sicuro per ragioni anagrafiche non ha fatto il partigiano neanche un minuto, può gridare alla luna le sue modeste valutazioni”. “Resta il fatto – ha commentato il vicepresidente del Senato – che Rauti non ha mai negato il suo impegno prima, durante e dopo la guerra, ma è stato un parlamentare eletto con sistemi democratici, ruolo a cui ha improntato i suoi comportamenti. Il resto – ha concluso La Russa – è puro esercizio da odiatori da tastiera“.

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Destra.it - Il Fondo Pino Rauti alla Biblioteca Nazionale


«In qualità di erede e presidente del “Centro Studi Pino Rauti” sono particolarmente orgogliosa di annunciare la nascita del Fondo Pino Rauti, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la più grande d’Italia». Ad annunciarlo la senatrice Isabella Rauti, presidente del “Centro studi Pino Rauti. «Si è svolta nella giornata di ieri 19 novembre, data che coincide con quella della nascita di mio padre, l’inaugurazione virtuale. Mentre il convegno di presentazione programmato presso l’Auditorium della Biblioteca è stato rinviato nel rispetto delle misure anti Covid». La consultazione on-line del Fondo è possibile al seguente link e anche nell’OPAC Catalogo SBN. E poi ancora. «Con la riapertura al pubblico delle biblioteche, sarà consentita la fruizione sia della parte archivistica che della biblioteca personale di Pino Rauti».

«La consistenza del Fondo archivistico e bibliografico è di 2880 volumi provenienti dalla biblioteca privata di Pino Rauti. Cui si aggiungono un considerevole numero di Riviste, e di 1898 Unità archivistiche catalogate», continua la senatrice. «L’archivio personale restituisce un arco cronologico compreso tra il maggio 1926 – anno della sua nascita – ed il febbraio 2012, anno della sua scomparsa, avvenuta il 2 novembre. La biblioteca personale comprende volumi anche datati. Dal più antico del 1866, fino ad edizioni moderne che superano il 2012 ed arrivano fino al 2016. Si tratta di volumi editi dopo la sua scomparsa, riferibili alla sua figura ed alla sua attività, e che sono stati donati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal “Centro Studi”».
Isabella Rauti spiega che «la parte archivistica del Fondo, che nel 2017 è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ha ottenuto il riconoscimento Mibac di “Bene Culturale” per il “particolare interesse storico” dei Documenti contenuti. Il Fondo è frutto della donazione – effettuata nel 2018, da me e da mia sorella Alessandra in qualità di unici eredi Rauti – alla Biblioteca nazionale centrale di Roma».

«L’Archivio – spiega Isabella Rauti – è articolato in 10 serie archivistiche tematiche, 28 sottoserie e 23 sottosottoserie, nel complesso le sezioni ricostruiscono l’attività politica e parlamentare, quella giornalistica e di studioso (con la presenza di numerosi manoscritti e appunti). Ma anche le vicende giudiziarie che hanno segnato per anni la vita di Pino Rauti, prima di risolversi nella piena assoluzione. Si aggiungono le Sezioni dedicate alla Rassegna Stampa su Pino Rauti, alla sua corrispondenza pubblica e privata, ed un significativo corpus fotografico e di Audiovisivi nonché materiale a stampa di carattere pubblicistico e di propaganda politica».

E poi ancora: «Nel complesso il Fondo Pino Rauti rappresenta una miniera di materiali, editi ed inediti, utili agli studiosi, agli appassionati, agli studenti ed ai ricercatori e più semplicemente a tutti colori che vogliano avvicinarsi o approfondire la figura di Pino Rauti ma anche il mondo della Destra italiana. La documentazione ricostruisce il profilo biografico e politico-istituzionale di mio padre, Pino Rauti ma anche il personaggio poliedrico: intellettuale, ideologo, scrittore, giornalista, saggista, studioso e leader; e sullo sfondo si impone il racconto della storia della Destra in Italia, dalle origini del Movimento Sociale Italiano fino alla fondazione del Partito della “Fiamma tricolore” – dopo il Congresso di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale – ed oltre, fino al 2012».

«La costituzione del Fondo, il riconoscimento di “bene culturale” e la sua collocazione in un soggetto conservatore così prestigioso come la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, rappresentano un traguardo importante nella “storia delle idee”. E consentiranno di trasmettere un’eredità intellettuale, ricca di spunti di attualità e di insegnamenti ancora validi. Pino Rauti non ha avuto il tempo di organizzare la documentazione da lui stesso conservata per anni e selezionata con cura. Ma in un appunto manoscritto, ritrovato nell’archivio personale, ne auspica la realizzazione». Ecco cosa scriveva. «Quando (e se) si riuscirà ad organizzare un Archivio Pino Rauti, contenente suoi documenti, discorsi e scritti, rappresenterà una fonte di informazione politica di prim’ordine. E anche un valido punto di riferimento di natura culturale. Anzitutto per la storia della Destra in Italia dal primo dopoguerra in poi. Anche prima della nascita di quello che fu poi il Movimento Sociale Italiano (…)». «Oggi – conclude la senatrice – possiamo affermare che questo suo auspicio – forse anche un sogno – è diventata una realtà accessibile a tutti».

Giorgia Castelli, Secolo d’Italia, 19 novembre 2020

[Fonte: www.destra.it]




Il Tempo - Nasce un fondo intitolato a Pino Rauti


Il-Tempo-21novembre2020




Secolo d'Italia.it - È nato il Fondo Pino Rauti: 2880 volumi lungo un cammino di storia che va dal 1926 al 2012


«In qualità di erede e presidente del “Centro Studi Pino Rauti” sono particolarmente orgogliosa di annunciare la nascita del Fondo Pino Rauti, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la più grande d’Italia». Ad annunciarlo la senatrice Isabella Rauti, presidente del “Centro studi Pino Rauti. «Si è svolta nella giornata di ieri 19 novembre, data che coincide con quella della nascita di mio padre, l’inaugurazione virtuale. Mentre il convegno di presentazione programmato presso l’Auditorium della Biblioteca è stato rinviato nel rispetto delle misure anti Covid». La consultazione on-line del Fondo è possibile al seguente link e anche nell’OPAC Catalogo SBN. E poi ancora. «Con la riapertura al pubblico delle biblioteche, sarà consentita la fruizione sia della parte archivistica che della biblioteca personale di Pino Rauti».

Il Fondo Pino Rauti
«La consistenza del Fondo archivistico e bibliografico è di 2880 volumi provenienti dalla biblioteca privata di Pino Rauti. Cui si aggiungono un considerevole numero di Riviste, e di 1898 Unità archivistiche catalogate», continua la senatrice. «L’archivio personale restituisce un arco cronologico compreso tra il maggio 1926 – anno della sua nascita – ed il febbraio 2012, anno della sua scomparsa, avvenuta il 2 novembre. La biblioteca personale comprende volumi anche datati. Dal più antico del 1866, fino ad edizioni moderne che superano il 2012 ed arrivano fino al 2016. Si tratta di volumi editi dopo la sua scomparsa, riferibili alla sua figura ed alla sua attività, e che sono stati donati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal “Centro Studi”».

Il Fondo di interesse storico
Isabella Rauti spiega che «la parte archivistica del Fondo, che nel 2017 è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ha ottenuto il riconoscimento Mibac di “Bene Culturale” per il “particolare interesse storico” dei Documenti contenuti. Il Fondo è frutto della donazione – effettuata nel 2018, da me e da mia sorella Alessandra in qualità di unici eredi Rauti – alla Biblioteca nazionale centrale di Roma».

Com’è articolato l’archivio
«L’Archivio – spiega Isabella Rauti – è articolato in 10 serie archivistiche tematiche, 28 sottoserie e 23 sottosottoserie, nel complesso le sezioni ricostruiscono l’attività politica e parlamentare, quella giornalistica e di studioso (con la presenza di numerosi manoscritti e appunti). Ma anche le vicende giudiziarie che hanno segnato per anni la vita di Pino Rauti, prima di risolversi nella piena assoluzione. Si aggiungono le Sezioni dedicate alla Rassegna Stampa su Pino Rauti, alla sua corrispondenza pubblica e privata, ed un significativo corpus fotografico e di Audiovisivi nonché materiale a stampa di carattere pubblicistico e di propaganda politica».

Materiali inediti e utili agli studiosi
E poi ancora: «Nel complesso il Fondo Pino Rauti rappresenta una miniera di materiali, editi ed inediti, utili agli studiosi, agli appassionati, agli studenti ed ai ricercatori e più semplicemente a tutti colori che vogliano avvicinarsi o approfondire la figura di Pino Rauti ma anche il mondo della Destra italiana. La documentazione ricostruisce il profilo biografico e politico-istituzionale di mio padre, Pino Rauti ma anche il personaggio poliedrico: intellettuale, ideologo, scrittore, giornalista, saggista, studioso e leader; e sullo sfondo si impone il racconto della storia della Destra in Italia, dalle origini del Movimento Sociale Italiano fino alla fondazione del Partito della “Fiamma tricolore” – dopo il Congresso di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale – ed oltre, fino al 2012».

Un traguardo prestigioso
«La costituzione del Fondo, il riconoscimento di “bene culturale” e la sua collocazione in un soggetto conservatore così prestigioso come la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, rappresentano un traguardo importante nella “storia delle idee”. E consentiranno di trasmettere un’eredità intellettuale, ricca di spunti di attualità e di insegnamenti ancora validi. Pino Rauti non ha avuto il tempo di organizzare la documentazione da lui stesso conservata per anni e selezionata con cura. Ma in un appunto manoscritto, ritrovato nell’archivio personale, ne auspica la realizzazione».

L’auspicio di Pino Rauti
Ecco cosa scriveva. «Quando (e se) si riuscirà ad organizzare un Archivio Pino Rauti, contenente suoi documenti, discorsi e scritti, rappresenterà una fonte di informazione politica di prim’ordine. E anche un valido punto di riferimento di natura culturale. Anzitutto per la storia della Destra in Italia dal primo dopoguerra in poi. Anche prima della nascita di quello che fu poi il Movimento Sociale Italiano (…)». «Oggi – conclude la senatrice – possiamo affermare che questo suo auspicio – forse anche un sogno – è diventata una realtà accessibile a tutti».

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Agenzia Nova - Cultura: nasce fondo Pino Rauti nella biblioteca nazionale di Roma


Roma, 20 nov 13:29 – (Agenzia Nova) – “In qualità di erede Rauti e Presidente del Centro Studi Pino Rauti sono particolarmente orgogliosa di annunciare la nascita del Fondo Pino Rauti, presso la Biblioteca nazionale Centrale di Roma, la più grande d’Italia”. Lo dichiara in una nota la senatrice Isabella Rauti, presidente del “Centro studi Pino Rauti”. Si è svolta ieri, anniversario nella nascita di Pino Rauti, l’inaugurazione virtuale del fondo. “La consistenza del Fondo archivistico e bibliografico Pino Rauti è di 2.880 volumi provenienti dalla biblioteca privata di Pino Rauti, cui si aggiungono un considerevole numero di Riviste, e di 1898 Unità archivistiche catalogate – continua la senatrice Rauti -. L’archivio personale restituisce un arco cronologico compreso tra il maggio 1926 – anno di nascita di Pino Rauti – ed il febbraio 2012, anno della sua scomparsa, avvenuta il 2 novembre”.
La biblioteca personale comprende volumi anche datati, dal più antico del 1866, fino ad edizioni moderne che superano il 2012 ed arrivano fino al 2016, si tratta di volumi editi dopo la sua scomparsa, riferibili alla sua figura ed alla sua attività, e che sono stati donati alla Biblioteca nazionale centrale di Roma dal “Centro studi Pino Rauti”. La parte archivistica del Fondo Pino Rauti, che nel 2017 è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ha ottenuto il riconoscimento Mibac di “Bene Culturale” per il “particolare interesse storico” dei Documenti contenuti. “Il Fondo è frutto della donazione – effettuata nel 2018, da me e da mia sorella Alessandra in qualità di unici Eredi Rauti- alla Biblioteca nazionale centrale di Roma”, aggiunge Isabella Rauti.
L’Archivio, spiega Isabella Rauti, è articolato in 10 serie archivistiche tematiche, 28 sottoserie e 23 sottosottoserie, nel complesso le sezioni ricostruiscono l’attività politica e parlamentare, quella giornalistica e di studioso (con la presenza di numerosi manoscritti e appunti) ma anche le vicende giudiziarie che hanno segnato per anni la vita di Pino Rauti, prima di risolversi nella piena assoluzione. Si aggiungono le Sezioni dedicate alla Rassegna Stampa su Pino Rauti, alla sua corrispondenza pubblica e privata, ed un significativo corpus fotografico e di Audiovisivi nonché materiale a stampa di carattere pubblicistico e di propaganda politica. Nel complesso il Fondo Pino Rauti rappresenta una miniera di materiali, editi ed inediti, utili agli studiosi, agli appassionati, agli studenti ed ai ricercatori e più semplicemente a tutti colori che vogliano avvicinarsi o approfondire la figura di Pino Rauti ma anche il mondo della destra italiana. “La documentazione ricostruisce il profilo biografico e politico-istituzionale di mio padre, Pino Rauti ma anche il personaggio poliedrico: intellettuale, ideologo, scrittore, giornalista, saggista, studioso e leader; e sullo sfondo si impone il racconto della storia della Destra in Italia, dalle origini del Movimento sociale italiano fino alla fondazione del Partito della ‘Fiamma tricolore’ – dopo il Congresso di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale – ed oltre, fino al 2012”, aggiunge.
“La costituzione del Fondo Pino Rauti, il riconoscimento di ‘bene culturale’ e la sua collocazione in un soggetto conservatore così prestigioso come la Biblioteca nazionale centrale di Roma, rappresentano un traguardo importante nella ‘storia delle idee’ e consentiranno di trasmettere un’eredità intellettuale, ricca di spunti di attualità e di insegnamenti ancora validi. Pino Rauti non ha avuto il tempo di organizzare la documentazione da lui stesso conservata per anni e selezionata con cura ma in un appunto manoscritto, ritrovato nell’archivio personale, ne auspica la realizzazione scrivendo ‘Quando (e se) si riuscirà ad organizzare un Archivio Pino Rauti, contenente suoi documenti, discorsi e scritti, rappresenterà una fonte di informazione politica di prim’ordine e anche un valido punto di riferimento di natura culturale. Anzitutto per la storia della Destra in Italia dal primo dopoguerra in poi, anche prima della nascita di quello che fu poi il Movimento Sociale Italiano (…)’. Oggi possiamo affermare che questo suo auspicio – forse anche un sogno- è diventata una realtà accessibile a tutti”, conclude la presidente Isabella Rauti. (Com)




La voce del patriota.it - Cultura. Rauti (FdI): nato Fondo Pino Rauti nella Biblioteca Nazionale di Roma


“In qualità di Erede Rauti e Presidente del “Centro Studi Pino Rauti” sono particolarmente orgogliosa di annunciare la nascita del FONDO PINO RAUTI , presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la più grande d’Italia. Si è svolta nella giornata di ieri 19 novembre, data che coincide con quella della nascita di mio padre, l’inaugurazione virtuale mentre convegno di presentazione programmato presso l’Auditorium della Biblioteca è stato rinviato nel rispetto delle misure anti Covid. La consultazione on-line del Fondo Pino Rauti è possibile al seguente link http://archivista.bnc.roma.sbn.it/fonds/32 e anche nell’OPAC Catalogo SBN; con la riapertura al pubblico delle Biblioteche, sarà consentita la fruizione sia della parte archivistica che della biblioteca personale di Pino Rauti”. Lo dichiara la senatrice Isabella Rauti, Presidente del “Centro studi Pino Rauti”.

“La consistenza del FONDO archivistico e bibliografico PINO RAUTI è di 2880 volumi provenienti dalla biblioteca privata di Pino Rauti, cui si aggiungono un considerevole numero di Riviste, e di 1898 Unità archivistiche caralogate – continua la senatrice Rauti. L’archivio personale restituisce un arco cronologico compreso tra il maggio 1926 – anno di nascita di Pino Rauti – ed il Febbraio 2012, anno della sua scomparsa, avvenuta il 2 novembre; la biblioteca personale comprende volumi anche datati, dal più antico del 1866, fino ad edizioni moderne che superano il 2012 ed arrivano fino al 2016, si tratta di volumi editi dopo la sua scomparsa, riferibili alla sua figura ed alla sua attività, e che sono stati donati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal “Centro Studi Pino Rauti”. La parte archivistica del FONDO PINO RAUTI, che nel 2017 è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ha ottenuto il riconoscimento MIBAC di “Bene Culturale” per il “particolare interesse storico” dei Documenti contenuti.  Il Fondo è frutto della donazione – effettuata nel 2018, da me e da mia sorella Alessandra in qualità di unici Eredi Rauti- alla Biblioteca nazionale centrale di Roma”.

“L’Archivio, spiega Isabella Rauti, è articolato in 10 serie archivistiche tematiche, 28 sottoserie e 23 sottosottoserie, nel complesso le sezioni ricostruiscono l’attività politica e parlamentare, quella giornalistica e di studioso (con la presenza di numerosi manoscritti e appunti) ma anche le vicende giudiziarie che hanno segnato per anni la vita di Pino Rauti, prima di risolversi nella piena assoluzione. Si aggiungono le Sezioni dedicate alla Rassegna Stampa su Pino Rauti, alla sua corrispondenza pubblica e privata, ed un significativo corpus fotografico e di Audiovisivi nonché materiale a stampa di carattere pubblicistico e di propaganda politica. Nel complesso il FONDO PINO RAUTI rappresenta una miniera di materiali, editi ed inediti, utili agli studiosi, agli appassionati, agli studenti ed ai ricercatori e più semplicemente a tutti colori che vogliano avvicinarsi o approfondire la figura di Pino Rauti ma anche il mondo della Destra italiana. La documentazione ricostruisce il profilo biografico e politico-istituzionale di mio padre, Pino Rauti ma anche il personaggio poliedrico: intellettuale, ideologo, scrittore, giornalista, saggista, studioso e leader; e sullo sfondo si impone il racconto della storia della Destra in Italia, dalle origini del Movimento Sociale Italiano fino alla fondazione del Partito della “Fiamma tricolore” – dopo il Congresso di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale – ed oltre, fino al 2012”.

“La costituzione del FONDO PINO RAUTI, il riconoscimento di “bene culturale” e la sua collocazione in un soggetto conservatore così prestigioso come la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, rappresentano un traguardo importante nella “storia delle idee” e consentiranno di trasmettere un’eredità intellettuale, ricca di spunti di attualità e di insegnamenti ancora validi. Pino Rauti non ha avuto il tempo di organizzare la documentazione da lui stesso conservata per anni e selezionata con cura ma in un appunto manoscritto, ritrovato nell’archivio personale, ne auspica la realizzazione scrivendo «Quando (e se) si riuscirà ad organizzare un Archivio Pino Rauti, contenente suoi documenti, discorsi e scritti, rappresenterà una fonte di informazione politica di prim’ordine e anche un valido punto di riferimento di natura culturale. Anzitutto per la storia della Destra in Italia dal primo dopoguerra in poi, anche prima della nascita di quello che fu poi il Movimento Sociale Italiano (…)». Oggi possiamo affermare che questo suo auspicio – forse anche un sogno- è diventata una realtà accessibile a tutti”, conclude la presidente Isabella Rauti.

https://www.youtube.com/watch?v=MkXrY9MbDiU

[Fonte: www.lavocedelpatriota.it]