Extra Magazine - E se fossimo noi ad andare da loro?


I flussi migratori non si possono fermare, come anche è assodato che in Italia non arrivino solo stinchi di santo. Ecco allora una proposta – attenzione! molto provocatoria – sulla quale riflettere

Tutti in fila sul perimetro esterno del mercato di Talsano, addì 11 aprile corrente anno, una moltitudine di persone di colore con tutta la mercanzia rigorosamente falsa, tra scarpe, borse, occhiali, con marche che vanno da Truffardi a Vittone, situati molto vicini agli ambulanti autorizzati che vendevano a loro volta scarpe, borse e occhiali, tutti inferociti sul come si consenta loro di vendere tranquillamente alla luce del sole, danneggiandoli non poco. Spettacoli simili si possono vedere tranquillamente anche in centro o in qualsiasi posto di passeggio. Ogni Super o Ipermercato, farmacia, locale molto frequentato, oramai annovera queste presenze oscure (dal colore della pelle) al di fuori, alcuni anche dentro, che oltre a salutarti, anche se non richiesto, si offrono a portarti la spesa anche per soli 2 metri, come se fossimo impediti gravi o pensionati in fin di vita. E’ chiaro che lo fanno per racimolare qualche euro (alla fine della giornata non più qualche) e sin qui, tutto bene o quasi ma, quando ripenso che fanno parte tutti, nessuno escluso, di associazioni malavitose che hanno il racket anche dei vu’ cumprà  che assediano i bagnanti sulle spiagge e danno loro la mercanzia, allora mi girano fortemente i cabassisi!

Si parla di cifre non di 200.000 migranti ma di 200.000.000 di abitanti dell’Africa che nel tempo potrebbero trasmigrare nell’unico paese che non può proteggere i propri confini. Mi sembra di vedere le facce dei sinistri, buonisti, cattocomunisti trasfigurarsi ma credo che l’idea di un certo Benito sia ahimè ritornata d’attualità vista la manifesta incapacità dei nostri politici e quelli europei a risolvere una situazione incancrenitasi da tempo e molto sottovalutata. E’ da tempo, fin dagli anni ’70,  che Pino Rauti metteva in guardia che questa invasione sarebbe avvenuta,  dando anche la soluzione con una frase divenuta estremamente attuale:  “aiutiamoli a casa loro” condivisa ultimamente anche da Renzi. Ho seguito con interesse il programma condotto da Mieli sulla storia del fascismo che con immagini ben documentate mostrava come l’edilizia del tempo,  proprio come a Taranto, le strade e i palazzi del ventennio, fossero ancora lì a fare bella mostra. Gli uomini muoiono ma le idee restano! Molte nazioni si sono ritenute in diritto di bombardare estorcendo una autorizzazione a nazioni come la nostra e mi riferisco ad America, Inghilterra e Francia, perchè noi Italiani non potremmo politicamente riprendere la strada di un neo colonialismo, visto che questi si alzano la notte e bombardano da ultima la Siria, senza alcuna risoluzione dell’ONU? Farebbe bene agli Africani, non dimentichiamo, paesi emergenti, importare la nostra tecnologia e farebbe bene a noi Italiani per dare sfogo al lavoro di tante maestranze e tanti giovani. Insomma, un espansionismo non sotto la minaccia delle armi ma guidato da chi ha più esperienza nell’industrializzazione e non solo. Taranto avrebbe, con questa soluzione, una centralità con il suo porto mai avuta da nessuno. Salvatores, il regista, affermò, con una visione unica che l’Italia è come un ponte sul Mediterraneo che collega il Nord del mondo con il Sud. In linea retta alla fine meridionale del ponte, si trova Taranto con il suo golfo maestoso. Utopia? Forse! Ma personalmente credo che l’unica risoluzione per l’economia del Sud possa passare anche attraverso questa utopia. Taranto centro del “Grande Mediterraneo”.

[Fonte: www.extramagazine.eu]




Secolo d'Italia - Alla Fondazione An presentato il libro di Nazzareno Mollicone su Rauti


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«Questa è la casa della destra ed è il luogo ideale per presentare questo libro che rende omaggio a uno dei segretari del Msi». Così Domenico Gramazio, direttore di Realtà Nuova, nella sede della Fondazione AN, in occasione della presentazione de “L’Aquila e la Fiamma” (i libri del Borghese) di Nazzareno Mollicone, libro dedicato a Pino Rauti. Il convegno è stato organizzato da Realtà Nuova, Fondazione Rivolta Ideale con il patrocinio della Fondazione Alleanza Nazionale.

Il presidente della Fondazione An “Libro puntuale e struggente”

Nel corso dell’incontro, moderato dallo scrittore e saggista Adalberto Baldoni, si sono succeduti gli interventi della figlia del segretario Msi, Isabella Rauti (neosenatrice di Fratelli d’Italia), Gianmarco Chiocci, direttore de Il Tempo, Luciano Lucarini (editore del libro) e di Gramazio. «È una testimonianza puntuale e struggente di cui abbiamo l’obbligo di tener viva la memoria», ha scritto il presidente della Fondazione An, Giuseppe Valentino nella lettera ai presenti. Adalberto Baldoni, ha ricordato quanti fossero i fuoriclasse del Msi: «Da Almirante a Romualdi. Da Rauti a De Marzio, veri fuoriclasse. Oggi mancano. Un Paese che non ha più statisti né leader politici. Non ero della stesa corrente rautiana di Mollicone, ma anche questo è sparito.

Gramazio: “Quando accompagnati Rauti ad Acca Larentia”

Domenico Gramazio ha voluto riservare un suo ricordo personale. «Non sono mai stato un amico di Rauti né un rautiano. Ma Rauti ha un posto importante nella storia della destra italiana. Rammento quando Rauti, da segretario del partito, mi chiamò. Mi disse: “Voglio andare ad Acca Larentia, verrò a piazza Tuscolo e mi dovrai accompagnare”. Venne da solo, si sedette in prima fila. La mattina dopo mi chiamarono allarmati: Ma che sei passato con Rauti?». Questo per ricordare il clima di dialettica interna che si respirava

Mollicone: “Rauti ebbe doti politiche per certi versi profetiche”

«Intendevo rendere omaggio alla persona Pino Rauti, ma volevo anche documentare la storia di una comunità, troppo spesso ignorata», ha spiegato Nazzareno Mollicone a margine del convegno. Una figura, quella di Rauti, per molti versi definita visionaria, al limite del profetico. «Un capitolo – spiega Mollicone – è dedicato proprio all’attualità del pensiero di Rauti. Dalle critiche all’Europa alle preoccupazioni sull’immigrazione. Sulla politica estera, in particolar modo, Rauti sul crollo dell’Unione sovietica e sulla vittoria del capitalismo, metteva in guardia sugli sviluppi. In particolare era stato buon profeta sul nazionalismo russo che sarebbe fermentato con conseguenze importanti. Lo diceva nel 1991, quando ancora non c’era Putin. Come pure sulla Turchia aveva già percepito la deriva che avrebbe potuto avere. La particolarità di Rauti era proprio questa. Da piccoli elementi di attualità sapeva delineare gli scenari del futuro».

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Giovedì 12 aprile, ore 18:00 - Incontro-dibattito "L'aquila e la fiamma" - Sala Convegni Fondazione AN, Via della Scrofa 39/43, Roma


Segui l’intervento di Isabella Rauti

https://www.youtube.com/watch?v=dcNQOcVFftI

Guarda la galleria fotografica
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Scarica l’invito-pogramma “L’aquila e la fiamma”
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AdnKronos - Fondazione AN: Giovedì presentazione libro 'L'aquila e la fiamma' =


Roma, 6 apr. (AdnKronos) – La storia dell’anima nazional popolare del Msi è il tema al centro de “L’Aquila e la Fiamma”, il libro scritto da Nazzareno Mollicone, che verrà presentato giovedì 12 aprile alle 18 alla sala convegni della Fondazione An a Roma.
Intervengono il presidente della Fondazione An Giuseppe Valentino, la senatrice di Fdi Isabella Rauti; Luciano Lucarini, editore del ‘Borghese'; il direttore del “Tempo” Gian Marco Chiocci, lo scrittore e saggista Adalberto Baldoni e il direttore della rivista ‘Realtà Nuova’, Domenico Gramazio.
(Pol/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222
06-APR-18 17:01
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I migliori auguri di Buona Pasqua e che la forza della Risurrezione ci accompagni ogni giorno


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Dal 17 marzo al 3 aprile 2018: "Padre mio che sei sulla Terra" mostra fotografica di Elena Guerri dall’Oro - Polveriera Guzman, via delle Mura di Levante 7, Orbetello


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Elena Guerri dall’Oro, autrice della mostra fotografica PADRE MIO CHE SEI SULLA TERRA, torna quest’anno con un nuovo progetto fotografico, frutto di una minuziosa raccolta di scatti, effettuati in tutto il mondo, vintage e contemporanei.
Attenta ai fenomeni sociali e alla loro continua evoluzione, ha prestato particolare attenzione alla mutazione della famiglia e alla trasformazione dei suoi membri.
Dal suo interesse spontaneo, è scaturito il confronto sulla figura paterna: i padri dell’epoca in cui lei stessa era bambina (figlia del baby boom) e i padri attuali.
Il loro ruolo negli ultimi anni è molto cambiato a detta di sociologi, psichiatri e docenti. Questa rassegna, lungi dal voler esaurire l’argomento, è spunto per una riflessione, intima e profonda, sulla direzione intrapresa dalla società occidentale e sulla consapevolezza della propria mutazione.
Tra le foto esposte c’è quella che ritrae Isabella Rauti e suo padre; scattata nel giorno in cui è tornato a casa dopo la scarcerazione, nell’aprile 1972.

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Secolo d'Italia.it - Morto il missino Antonino Macaluso, deputato tricolore per 4 legislature


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È morto ieri a Palermo a 95 anni, era del 1922, l’ex parlamentare del Movimento sociale italiano Nino (Antonino) Macaluso, deputato per quattro legislature fra il 1972 e il 1992 per il parrtito di Giorgio Almirante. In seguito aderì ad Alleanza nazionale e successivamente alla Fiamma tricolore. Subito dopo la guerra, Macaluso si laureò in Giurisprudenza e divenne ufficiale di pubblica sicurezza. Militante del Msi sin dalla sua fondazione, si divideva tra la professione di avvocato e attivista poitico in tutta la Sicilia. Macaluso ha anche insegnato all’Isef, Istituto superiore di educazione fisica nel capoluogo siciliano. Nell’anno del grande boom del Msi, il 1972, Macaluso sbarcò a Montecitorio, dove sarebbe rimasto per quattro legislature, con un “buco” nella VII. Nel 1979 fu infatti rieletto. Aderì, dopo la svolta di Fiuggi, ad Alleanza nazionale, ma non fu eletto alle elezioni europee del 1994. Nel 1995 Macaluso lasciò An per aderire alla Fiamma tricolore di Pino Rauti, candidandosi nuovamene alla Camera, ma il collegio non scattò. Nel 1997, per puro spirito di bandiera, si candidò a sindaco di Palermo contro Leoluca Orlando ma la sua fu una candidature puramente simbilica, di testimonianza. Alla Camera dei deputato Macaluso fu uno dei parlamentari più presenti e attivi: ben 322 le sue proposte di legge e cento gli interventi in aula. Nel corso delle quattro legislature, Macaluso fu quasi sempre membro della commissione Giustizia, per le sue competenze specifiche, ma anche in commissione Agricoltura e in quella per ricostruzione del Belice.

di Antonio Pannullo

[Fonte: www.secoloditalia.it]




Radio Popolare.it - Italia 2018, bye bye sinistra


di Luigi Ambrosio

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In Emilia Romagna il Partito Democratico perde all’uninominale praticamente dappertutto, tranne che a Bologna. Dove riesce a eleggere il democristiano di centrodestra Pierferdinando Casini.

E’ una delle fotografie più impietose delle elezioni politiche del 2018. Le elezioni che hanno sancito il disastro della sinistra in Italia.

Le dimensioni della sconfitta del Pd sono tali da metterne in discussione lo stesso progetto.

Nella notte, Renzi non si è fatto vedere al Nazareno, non ha twittato, non ha inoltrato dichiarazioni alle agenzie. Sparito. Ha mandato il suo vice, Maurizio Martina, a recitare il copione a favore di telecamera: “sconfitta netta, il segretario rimanda a domani le valutazioni”.

Politichese, per dire che Renzi scrive il discorso delle dimissioni. Sarebbero doverose. 

Ma le minoranze interne e le altre componenti del partito non sono esenti da responsabilità. Non basterebbe, al Pd, cambiare semplicemente segretario.

L’analisi dei flussi dirà dove siano finiti i voti perduti dal Pd. Probabilmente in parte sono andati al Movimento 5 Stelle e in parte nell’astensione. Di sicuro, non li ha intercettati Liberi e Uguali.

Leu ha fallito l’obiettivo strategico di raccogliere i voti di sinistra in uscita dal Pd e questo, al di là del modesto risultato numerico, compreso quello dei leader nei collegi, ne sancisce la sconfitta.

Il futuro della lista composta da soggetti così diversi tra loro-gli ex diessini che avevano lasciato il Partito Democratico sognando la rivincita su Renzi, Sinistra Italiana e Possibile- è a rischio.

Quante fotografie, in questa notte, potrebbero descrivere la fine del renzismo.

Mantova, città dalla solida tradizione antifascista, all’uninominale per la Camera dei Deputati elegge Isabella Rauti, la figlia di Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo.

A Mantova il Pd candidava Paolo Alli, ciellino, già capo della segreteria particolare di Roberto Formigoni e rinviato a giudizio per tentato abuso d’ufficio nel processo che vede l’ex presidente della Regione Lombardia imputato per tangenti. 

“La sinistra deve ricominciare da capo” ha dichiarato Viola Carofalo, la portavoce di Potere al Popolo. Pap si è fermato poco sopra l’1 per cento. Carofalo si dichiara soddisfatta: “siamo contenti perché esistiamo da soli 3 mesi e ci sembra di aver ottenuto un risultato notevole. Ci sembra che la strada imboccata sia quella giusta. A sinistra c’e’ tanto da ricostruire”.

L’Emilia Romagna, l’Umbria non sono più rosse; la Toscana resiste in parte; le Marche sono contese tra destra e 5 Stelle; il sud è nelle mani del Movimento 5 Stelle, che nella Campania di De Luca supera il 50 per cento (e questa volta il viceré non potrà attaccare i giornalisti dando loro la colpa della sconfitta); il nord a parte rare eccezioni è una infinita distesa di blu, un blu che non è più berlusconiano ma è ormai il blu lepenista di Salvini.

Il capo della Lega è il vero vincitore di queste elezioni.  ‘Egemonia’ una volta era una parola della sinistra. Era uno dei cardini su cui la sinistra costruiva la propria azione politica. Oggi ‘egemonia’ è una parola nelle mani di Salvini. La politica della Lega, dura e con venature razziste, sarà l’architrave di un eventuale governo in coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ma al di là degli sviluppi parlamentari Salvini ha dimostrato di essere radicato nel Paese. Dopo l’attentato razzista di Macerata, la Lega ha cavalcato la campagna contro gli immigrati. E ha vinto.

Comunque vada, il centrodestra non è più tale ma è ormai solo destra. La vittoria di Salvini è la sconfitta di Berlusconi, una sconfitta più grave di tutte quelle subite nei suoi 25 anni di carriera politica. Anche per Berlusconi questo risultato è il capolinea. Renzi e Berlusconi. Contro di loro, contro l’idea stessa delle larghe intese, hanno votato tutti quegli elettori che hanno sostenuto il Movimento 5 Stelle. L’altro vincitore.

Il Movimento 5 Stelle che cresce al nord e dilaga al sud intercettando la rabbia e sfruttando la crisi di credibilità della politica. 

Lega e 5 Stelle sono le sole forze a godere di credibilità vera, oggi in Italia.

Potrebbero fare un governo insieme? Lo auspica Steve Bannon, l’ideologo di Trump che vede nell’esito delle elezioni italiane una straordinaria avanzata del movimento populista internazionale.

Accarezzano l’idea Marine Le Pen e Nigel Farage che hanno reso pubblica la loro gioia per il risultato facendo i complimenti la prima a Salvini e il secondo a Di Maio.

Le analisi dei leader della destra francese e inglese trovano un punto in comune nel sentimento anti europeo venuto fuori, affermano, dalle urne.

All’Hotel Parco dei Principi, dove Di Maio e i suoi hanno festeggiato fino a notte fonda, una alleanza con la Lega veniva data per molto improbabile. Ma nessuna porta veniva chiusa del tutto, nemmeno quella di un dialogo col Pd.

Ovviamente alle condizioni pentastellate quindi, prima di tutto, via Renzi e poi subordinazione al programma grillino.

L’Italia del 5 marzo è un altro mondo.

E’ l’Italia di Grillo, l’Italia della destra radicale di Salvini. E’ l’Italia dell’anno zero della sinistra.

[Fonte: www.radiopopolare.it]




AGI - Elezioni: Isabella Rauti (FdI) nel paese natale del padre Pino


(AGI) – Catanzaro, 13 feb – Isabella Rauti ha reso omaggio a suo padre Pino deponendo una corona di fiori sulla strada intitolata allo storico leader del Msi a Cardinale, il comune in provincia di Catanzaro nel quale Pino Rauti era nato il 19 novembre 1926. Isabella Rauti ha fatto tappa a Cardinale nell’ambito di un suo tour in Calabria, regione nella quale e’ candidata quale capolista di Fratelli d’Italia nel collegio plurinominale del Senato. “Mio padre – ha commentato Isabella Rauti – disse: “Ho portato la mia Calabria in Europa e nel mondo”. Per me e’ un onore mandare un saluto dalla mia terra, dalla terra di mio padre, dalla terra di mio nonno, una terra per la quale mi impegnero’ sempre con il cuore perche’ merita molto di piu’ in termini di nuova occupazione, infrastrutture e investimenti economici. Rilanciamo insieme la Calabria – ha detto infine Isabella Rauti – senza nostalgia ma con la forza delle nostre radici”. Ad accompagnare Isabella Rauti nella sua visita a Cardinale c’erano dirigenti e candidati di Fratelli d’Italia, tra cui il consigliere regionale Wanda Ferro, candidata alla Camera nel collegio unimodale di Vibo Valentia e capolista nel collegio “plurinominale “Sud” della Camera. Isabella Rauti era gia’ stata a Cardinale l’estate scorsa in occasione della cerimonia di intitolazione della strada in memoria di suo padre: l’intitolazione, decisa da una Giunta comunale nella quale c’era anche un assessore Pd, aveva suscitato le dure proteste dell’Anpi e di partiti, sindacati e movimenti di sinistra. (AGI) Cz2/Sec




Lunedì 12 febbraio, ore 12:00 – Cardinale: incontro con la cittadinanza e deposizione di un mazzo di fiori in Via Pino Rauti


https://www.youtube.com/watch?v=F9v0f_loH-M