E’ morto Salvatore Tringali

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[La data originale di pubblicazione del presente articolo è precedente a quella attuale – © Centro Studi Pino Rauti – Tutti i diritti riservati]

E’ morto, nella sua Giulianova, Salvatore Tringali. Aveva 86 anni. Da tempo ammalato, con gravi patologie cardiache per le quali aveva subito negli anni delicati interventi, non aveva mai voluto arrendersi alla malattia ed il suo fisico, esile ma forte, gli aveva consentito di seguire e coltivare i suoi molteplici interessi culturali e politici.

Di origine siciliana, durante la fase finale della guerra aveva pagato il prezzo dei suoi ideali politici con la dura prigionia riservata negli Stati Uniti ai combattenti non collaborazionisti. Nel dopoguerra si era trasferito a Giulianova per svolgere la sua attività di insegnante con la moglie, scomparsa già da qualche anno, insegnante di francese. Aveva sempre unito all’attività di docente quella, non meno intensa, di giornalista e di uomo politico coerente ed appassionato, decisamente una figura atipica nel clima attuale di degrado totale della vita pubblica.

Corrispondente per molti anni del quotidiano Il Tempo, si era poi dedicato all’attività politica amministrativa a Giulianova dove era stato per anni, soprattutto quelli difficili e pericolosi a cavallo tra la fine dei Sessanta e gli inizi degli anni Settanta, consigliere comunale per il Msi. Stimato da tutti per la preparazione, per la coerenza e per l’intransigenza unita ad un carattere che solo gli amici sapevano essere in realtà fin troppo mite, aveva condotto delle battaglie memorabili in difesa degli interessi della sua città. Giulianova, negli anni dei successi del centro-destra, ha perso la grande occasione di averlo come sindaco competente, rigoroso e di una onestà personale e politica al di sopra di ogni sospetto.

I frutti migliori Salvatore Tringali li ha dati nella sua instancabile attività di formatore di intere generazioni di giovani e di promotore culturale. Per anni, a cavallo tra l’Abruzzo e le Marche, con altri amici indimenticabili come Vincenzo Rosini, ha dato dimostrazioni continue di coerenza, disinteresse ed amore per gli altri dedicandosi, sempre gratuitamente, all’organizzazione di corsi di formazione culturale e politica dai quali hanno tratto vantaggio giovani che nel tempo hanno ricoperto, anche a livelli di vertice, incarichi politici e professionali.

Come non ricordare le sue iniziative editoriali promosse in tempi difficili, come il mensile Europae Imperium, edito nei primi anni Settanta, sulle cui pagine hanno conosciuto le loro prime esperienze giornalisti ed uomini politici di primo piano nel panorama nazionale. Molte cose si potrebbero dire per illustrare i meriti di quest’uomo assolutamente semplice, fino all’essenzialità ed ad una grande modestia unita ad un carattere forte e delicato.

I figli Eliana e Bruno, orientalista la prima ed imprenditore il secondo, sono consapevoli di aver avuto sempre un grande insegnamento morale non formalmente ipocrita, come usa oggi, ma autentico.

I suoi amici ed i ragazzi di un tempo non lo dimenticheranno mai.

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